15 Gennaio 2015

Registi contro divieto di fumo nei film; Lorenzin, “mai detto di proibirlo”

Registi contro divieto di fumo nei film; Lorenzin, “mai detto di proibirlo”

(AGI) – Roma, 15 gen. – I registi italiani in una nota lanciano un appello contro la norma, annunciata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, finalizzata a vietare le sigarette nei film e nelle fiction. A questa lettera il ministro risponde: “Non ho mai detto che il fumo debba essere vietato nei film”. Poi aggiunge di aver letto “la garbatissima lettera dei registi” ma “un aspetto che preoccupa sono le immagini vincenti di minori che fumano, si drogano e bevono alcol. Mi piacerebbe fare un discorso culturale soprattutto per chi fa fiction e prodotti mirati per i teenager”.
Duro il Codacons: “Una posizione immorale e al limite dell’indecenza”. Cosi’ l’associazione bolla l’appello lanciato da alcuni . Vi e’ una colossale letteratura scientifica che dimostra in modo incontestabile – spiega una noat – come le compagnie del tabacco abbiano investito soprattutto del cinema e della televisione per propagandare il tabacco, per conquistare i giovanissimi e consolidare il consumo di sigarette con danni alla salute, all’economia nazionale e all’ambiente. L’OMS ha assunto una posizione chiara contro questa spudorata incentivazione al consumo di tabacco, che il Prof. Stanton Glantz promuove attraverso il programma “Smoke Free Movies” (www.smokefreemovies.ucsf.edu).
Lorenzin: mai detto di vietare il fumo in fiction e film
Evidentemente a questi registi non sta molto al cuore la salute del proprio pubblico – risponde oggi l’associazione dei consumatori, promotrice della norma contro il fumo nelle pellicole – I soggetti piu’ inclini a sviluppare una dipendenza dalle sigarette sono proprio i principali fruitori dei loro film, ossia i giovanissimi, e oltre 80mila persone all’anno muoiono in Italia a causa delle sigarette. Una recente ricerca condotta da due oncologi (nonche’ appassionati di cinema) ha rilevato che il 45% dei film usciti nelle sale nel 2010 conteneva scene di fumo, spesso senza alcuna utilita’ o giustificazioni ai fini della trama. Paragonare poi la norma sul divieto di fumo ai tragici fatti di Parigi e’ “patetico e ai limiti del ridicolo: la tutela della salute dei cittadini passa anche da provvedimenti che eliminano il grande equivoco prodotto dal cinema ai danni dei giovani, ossia che fumare favorisca le relazioni sociali e renda piu’ attraenti e “fighi”, creando un pericoloso effetto emulazione. E cio’ non ha nulla che vedere con la liberta’ d’espressione, tirata in ballo in modo maldestro e a sproposito”. Da sempre il cinema viene usato come indecente mezzo di promozione del tabacco – prosegue il Codacons – Non possiamo quindi non chiederci se dietro l’appello dei registi italiani vi sia la paura, in un momento storico in cui i fondi per la cultura hanno subito pesanti tagli, di perdere i soldi garantiti dalle multinazionali del tabacco attraverso il fenomeno del “product placement”.(AGI)

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