29 Aprile 2021

REGIONE LOMBARDIA: SUL CASO DEI CAMICI COMPRATI DA DAMA SPA, ANAC BACCHETTA IL PRESIDENTE FONTANA

 

AUTORITA’ ANTICORRUZIONE ACCOGLIE ESPOSTO CODACONS: FONTANA AVREBBE DOVUTO ASTENERSI PER EVITARE CONFLITTO DI INTERESSI

CODACONS INVIA PARERE ANAC A PROCURA DI MILANO E CORTE DEI CONTI PER LE INDAGINI DEL CASO

L’Autorità Anticorruzione ha accolto l’esposto del Codacons sul caso delle forniture di camici acquistate dalla Regione Lombardia dalla società Dama spa di proprietà del cognato e della moglie del presidente Attilio Fontana.
Era stato proprio il Codacons lo scorso giugno a presentare una segnalazione all’Anac in cui si chiedeva di indagare sul conflitto di interessi in capo al presidente della Regione Lombardia, e sulla correttezza della procedura seguita per l’acquisto di 513.000 camici presso la società Dama spa del cognato (al 90%) e della moglie (al 10%) del presidente della Regione.
Per l’Autorità Anticorruzione “nella questione prospettata potrebbero porsi dei dubbi di legittimità con riferimento ai legami parentali intercorrenti tra l’amministratore della società Dama spa ed il presidente della Regione Lombardia, nonché in relazione coinvolgimento di quest’ultimo nella procedura di affidamento della fornitura in esame […] La normativa che si è susseguita durante la fase dell’emergenza sanitaria non risulta aver sospeso l’efficacia della disciplina del conflitto di interesse: le disposizioni in materia di semplificazione delle procedure di appalto non contengono deroghe espresse all’applicazione di tale disciplina […] Le informazioni assunte e i documenti allegati non sembrerebbero idonei ad escludere, quanto meno in astratto, la possibilità del Presidente della Regione Lombardia di influire, anche indirettamente, nel processo di individuazione degli operatori economici ai quali indirizzare gli ordini di fornitura […]
In questo contesto sarebbe stata quanto meno opportuna sia una dichiarazione preventiva in ordine alle cariche/partecipazioni del proprio coniuge che la successiva sua astensione dalle attività di individuazione degli operatori economici ai quali affidare la fornitura dei DPI in questione, allorché tra le imprese che avevano manifestato la disponibilità a riconvertire le loro produzioni c’era anche quella riconducibile ai propri familiari”.

Ora il parere dell’Anac – che in tema di conflitto di interessi non ha poteri sanzionatori – verrà inviato dal Codacons alla Procura della Repubblica di Milano e alla Corte dei Conti della Lombardia, affinché svolgano i dovuti accertamenti sul corretto operato dell’amministrazione.

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