REGIONE LAZIO: OGGI IL TAR DECIDE SULL’OBBLIGO DELLA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE IMPOSTO DA ZINGARETTI
SE ANZIANI NON SI VACCINERANNO CONTRO LA NORMALE INFLUENZA NIENTE CENTRO ANZIANI E DIVIETO DI BRISCOLA CON GLI AMICI E DI ABBRACCIARE LA CONSORTE!!
Oggi il Tar del Lazio deciderà sul ricorso contro l’ordinanza della Regione Lazio n. z00030 inerente la campagna di vaccinazione antinfluenzale e al programma di vaccinazione anti-pneumococcica per la stagione 2020-2021, che impone la vaccinazione obbligatoria ai cittadini over 65.
Ad intervenire nel ricorso il Codacons, che ha chiesto ai giudici della sezione III Q del Tar di sospendere il provvedimento imposto come un imperatore dal presidente Zingaretti.
Chi non si adeguerà all’obbligo vaccinale sarà colpito da severe sanzioni, come l’impossibilità di prendere parte ad assembramenti presso centri sociali per anziani, case di riposo o altri luoghi di aggregazione che non consentono di garantire il distanziamento sociale, con gravi ripercussioni per la vita sociale e relazionale degli anziani – spiega il Codacons nel ricorso – Peraltro è evidente che l’adozione di un provvedimento solo a livello regionale appare totalmente inutile e determina un’evidente disparità di trattamento tra medici e cittadini delle diverse regioni. Non è affatto possibile limitare ed incidere così pesantemente su diritti costituzionalmente protetti e sostenere che uno dei passi essenziali del procedimento sia stato posto in essere “per le vie brevi”, quando invece il consulto e le conclusioni del Comitato tecnico scientifico sono di primaria importanza, specie nel caso de qua, trattando di imporre determinati trattamenti sanitari, quali appunto le vaccinazioni.
Non solo. In base ad alcuni studi il vaccino in questione potrebbe aumentare altre infezioni respiratorie (interferenza virale), comprese alcune da coronavirus, e non è comunque stato chiarito se sia risultata associata a prognosi migliore negli affetti da COVID-19
Per tali motivi il Codacons ha chiesto al Tar di sospendere l’ordinanza della Regione Lazio, che viola i diritti dei cittadini e non fornisce alcuna garanzia sul fronte sanitario, e potrebbe rappresentare un enorme regalo ingiustificato alle aziende farmaceutiche.
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