4 Ottobre 2012

REGIONE LAZIO: DEPOSITATO OGGI RICORSO DEL CODACONS AL TAR PER OTTENERE LA RESTITUZIONE DEI SOLDI SPERPERATI DAI CONSIGLIERI

REGIONE LAZIO: DEPOSITATO OGGI RICORSO DEL CODACONS AL TAR PER OTTENERE LA RESTITUZIONE DEI SOLDI SPERPERATI DAI CONSIGLIERI



 
CENTINAIA DI BAMBINI DISABILI SULLA CARROZZELLA ABBANDONATI A SE STESSI PERCHE’ LA REGIONE NON AVEVA FONDI
 
CHESTA LA CONDANNA DELLA REGIONE E DEI CONSIGLIERI DEL CONSIGLIO DI PRESIDENZA A RESTITUIRE 22 MILIONI DI EURO CON I PROPRI BENI E AVERI COME SANCISCE L’ART.28 DELLA COSTITUZIONE
Mentre oggi la I sezione del TAR Lazio ha rimandato al prossimo 25 ottobre la decisione sul ricorso d’urgenza del Codacons, con cui si chiedeva di annullare le delibere con le quali sono stati stanziati i fondi ai Gruppi consiliari della Regione Lazio, l’associazione ha depositato un ulteriore ricorso al Tar del Lazio. L’atto dell’associazione si fonda su una serie di violazioni delle norme e della Costituzione Italiana commesse in seno alla Regione nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali.
Con il ricorso il Codacons ha impugnato ad esempio la deliberazione del Consiglio regionale della Regione Lazio del 28 giugno 2012 pubblicata sul Bollettino ufficiale n. 31, che ha introdotto pesanti tagli nel settore della sanità. A farne le spese associazioni come l’AIRRI che si occupano dell’assistenza e della riabilitazione dei bambini disabili, le quali hanno visto interrotti i contributi da parte della Regione, col rischio di dover abbandonare a se stessi almeno 150 bambini bisognosi di cure e le loro famiglie.
Non solo. Mentre i consiglieri regionali decidevano di aumentare i propri emolumenti, gli stanziamenti della regione per affrontare il noto rischio idrogeologico si riducevano a soli… 168.000 euro! 
Nel ricorso poi,  prosegue il Codacons, si contesta la legittimità costituzionale degli articoli dello statuto (22, 23 e 24; e art. 3 bis l.r. Lazio n. 6 del 1973) che, senza alcuna logica, attribuiscono all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale il potere assoluto di decidere variazioni di bilancio che, per di più, sono avvenute senza il necessario controllo del CORECO e senza l’invio della prescritta relazione periodica da parte dei gruppi consiliari.
L’associazione ha chiesto dunque ai giudici del Tar di condannare la Regione Lazio, in persona non solo degli organi istituzionali ma anche dei singoli consiglieri regionali, a voler restituire le somme percepite per spese di rappresentanza e/o per il funzionamento dei gruppi consiliari, ex art. 28 costituzione, e di condannare gli stessi soggetti al risarcimento dei danni prodotti.

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