4 Agosto 2011

Regione Lazio, arriva il nido-pollaio proposta per ridurre lo spazio dei bambini

Regione Lazio, arriva il nido-pollaio proposta per ridurre lo spazio dei bambini
 

SCUOLA DELL’ INFANZIA Regione Lazio, arriva il nido-pollaio proposta per ridurre lo spazio dei bambini Alla Pisana si discute un provvedimento che porta da 10 a 6 mq la superficie minima per alunno. Protesta di sindacati e Pd: "Così diventano allevamenti intensivi" Bambini in una scuola materne (Fotogramma) ROMA – Dalle classi ai "nidi pollaio". Provoca durissime reazioni politiche e la rivolta dei sindacati della scuola la proposta di legge presentata alla Regione Lazio che prevede la riduzione dello spazio minimo per bambino, negli asili, da 10 a 6 metri quadrati. Nello stesso articolo di legge (il numero 4) viene "rimodulato" anche il rapporto numerico minimo tra educatori e bambini che passa da 1 insegnante ogni 6 piccoli a 1 ogni 7. La norma – in aperto contrasto rispetto a quanto stabilito dal consiglio di Stato per le scuole dell’ obbligo – arriva giovedì 4 agosto in Consiglio regionale. E, nella stessa giornata (alle 11), scattano anche le proteste. Bimbi all’ asilo nido SIT-IN ALLA PISANA – L’ opposizione alla Pisana, guidata dal Pd, organizza un presidio davanti al Consiglio contro l’ emendamento inserito nell’ assestamento di bilancio. "In questo modo – osserva il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Tonino D’ Annibale – gli asili vengono ridotti ad allevamenti intensivi di pollame. Si mortifica il ruolo delle educatrici e si compromettono importanti servizi per l’ infanzia". Una situazione che, anche prima di questo emendamento, ha spesso suscitato polemiche, con spazi, soprattutto in alcune strutture della Capitale, ritenuti troppo piccoli (e inadeguati) per il numero di bambini ospitati. Le critiche, recentemente, non hanno risparmiato il numero di educatori necessari per garantire un servizio di qualità. "Vogliamo dire no – aggiunge D’ Annibale – a un emendamento killer che, di fatto, cancella un luogo di opportunità e di socializzazione per la prima infanzia". Già dal primo pomeriggio di mercoledì, erano insorti i sindacati di base. "Invitiamo tutte le lavoratrici dei nidi pubblici e privati del Lazio – fa sapere l’ Usb scuola – a partecipare giovedì, alle 11, alla seduta del Consiglio regionale nel corso della quale dovrebbero essere approvate le norme "mangia-bambini"". NORMA MANGIA-BAMBINI – I sindacati chiedono il ritiro immediato della contestata norma: "L’ intervento a gamba tesa della giunta Polverini – sottolinea Caterina Fida, del coordinamento nidi Usb – realizzato durante la manovra di assestamento di bilancio, appare del tutto fuori contesto e teso a scardinare le regole fissate con i contratti nazionali di lavoro". La mobilitazione annunciata dall’ Unione sindacale di base davanti al consiglio regionale, alla Pisana, è condivisa anche dalla sezione Funzione pubblica della Cgil di Roma e del Lazio, che parla di un "vergognoso blitz contro i bambini e le loro famiglie". L’ allarme lanciato da Cisl Funzione pubblica non è da meno: "La giunta Polverini ad agosto, con gli asili chiusi, i bambini in vacanza e le educatrici in ferie – sostiene il sindacato – propone una norma che taglia spazi e qualità dei servizi educativi nei nidi della nostra regione". I sindacati si "oppongono fermamente alla decisione della giunta regionale di inserire nel maxi emendamento alla manovra di assestamento di bilancio modifiche strutturali alla legge che regola la vita degli asili nido, riducendo spazi e aumentando il numero di bambini per ogni educatrice". Bambini giocano al nido LETTERA ALLA POLVERINI – Una riduzione di spazi fatta, dicono i sindacati, senza alcun criterio qualitativo. Già il 26 luglio, Cgil, Cisl e Uil scrivevano alla presidente Polverini ribadendo che la norma in approvazione "prefigura un forte abbassamento della qualità strutturale dei nidi e, inoltre, il cumularsi della riduzione dei metri quadri con l’ aumento del rapporto numerico educatore/bambini configura la possibilità per gestori malaccorti di realizzare servizi sovraffollati, che non possono garantire né adeguate condizioni di sicurezza dei bambini né il loro benessere psicologico né tantomeno un ambiente educativo adeguato". Non si escludono azioni legali contro la norma qualora, giovedì, venisse approvata. POSSIBILE CLASS ACTION – C’ è un precedente da considerare: il Codacons sta per portare a termine la prima class action contro la pubblica amministrazione proprio contro le "classi pollaio", quelle delle scuole dell’ obbligo con un numero di alunni superiore a 25. Il Consiglio di Stato ha già il via libera alla vertenza promossa dall’ associazione dei consumatori in quanto, spiegano dal Codacons, le classi pollaio "rappresentano un pericolo per la sicurezza di studenti e personale scolastico". L’ esposto era già stato accolto dal Tar del Lazio. Sugli asili, concludono i sindacati, la battaglia è appena iniziata.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this