18 Settembre 2009

REGIONE LAZIO: ANCORA SOLDI SENZA CRITERIO ALLE ASSOCIAZIONI

IL CONSIGLIO DI STATO CONDANNA LA REGIONE A RIFARE LE ASSEGNAZIONI DEI FONDI PER I PROGETTI PRESENTATI NEL 2002 E A PAGARE 4.000 EURO DI SPESE LEGALI AL CODACONS  
 
NON SI POSSONO DARE SOLDI PUBBLICI SENZA CRITERI OBIETTIVI E TRASPARENTI

 
 
Nuovamente sconfitta la Regione Lazio davanti ai giudici, ancora una volta per l’erogazione di fondi pubblici avvenuta senza criteri obiettivi e trasparenti.
Il Consiglio di Stato, infatti, ha accolto le tesi del Codacons respingendo il ricorso d’appello presentato dalla Regione. La vicenda nasce dall’assegnazione di fondi pubblici da parte dell’amministrazione regionale, avvenuta nel 2002 in favore di alcune associazioni che avevano presentato progetti in tema di alimentazione e acquisti tramite internet.
Dinanzi al Tar del Lazio era emersa la carenza di motivazioni e l’inadeguatezza delle istruttorie che avevano portato all’erogazione di tali fondi. Difetti ribaditi anche dal CdS (sez. Sesta, Presidente Giuseppe Barbagallo, Relatore Aldo Fera) che nella sentenza parla di “alterazione del percorso procedurale e nell’adozione di un provvedimento conclusivo in contraddizione con l’esito dell’istruttoria condotta dall’apposita commissione tecnica”.
Si legge inoltre nella sentenza:
tale illegittimità non è meramente formale ma discende dalla violazione di un principio fondamentale dell’attività amministrativa, codificato dall’art. 12 della legge 7 agosto 199, n.241, secondo il quale “La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere e persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi”.
“In sostanza il CdS ha ribadito ancora una volta come la Regione Lazio non possa in nessun caso elargire soldi pubblici senza seguire criteri trasparenti e obiettivi – spiega Carlo Rienzi, Presidente Codacons – e ha anche condannato l’amministrazione regionale a risarcire il Codacons con 4.000 euro di spese legali”

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