10 Dicembre 2012

Regionali, sulla data è battaglia tra associazioni

Regionali, sulla data è battaglia tra associazioni

Il Movimento difesa del cittadino ha ottenuto il voto per il 3 e 4 febbraio, ma il Codacons vuole l’ election day.

    

ELEZIONI Regionali, sulla data è battaglia tra associazioni Il Movimento difesa del cittadino ha ottenuto il voto per il 3 e 4 febbraio, ma il Codacons vuole l’ election day Il presidente del Codacons Carlo Rienzi (Ansa) ROMA – Il Movimento difesa del cittadino da una parte. Il Codacons, che sostiene e tutela i consumatori, dall’ altra. In mezzo, le elezioni regionali del Lazio, finite al centro di una disputa tra associazioni civiche, a colpi di ricorsi al Tar e di carte bollate. L’ Mdc, rappresentato dall’ avvocato Gianluigi Pellegrino, ha appena vinto la battaglia legale, “costringendo” governo e prefetto a fissare la consultazione elettorale per il 3 e 4 febbraio? Ecco che, allora, scende in campo il Codacons, con in testa il suo combattivo presidente Carlo Rienzi, avvocato anche lui, che ha già presentato un nuovo ricorso al Tar. L’ avvocato Gianluigi Pellegrino, che rappresenta il Movimento difesa del cittadino “CI VUOLE L’ ELECTION DAY” – Ma quale votazione ai primi di febbraio, nella prima data utile, dopo che lo stesso tribunale (e poi il Consiglio di Stato) aveva stabilito che nel Lazio si sarebbe dovuto votare “entro il 28 dicembre”? Bisogna fare l’ election day, accorpando regionali e politiche, per risparmiare diverse decine di milioni (solo nel Lazio le elezioni ne costano circa 30). E quindi, seguendo lo scadenzario della crisi del governo Monti, innescata dalla decisione del Pdl di “staccare la spina”, non se parlerebbe prima del 17 o 24 febbraio. Due o tre settimane in più, si potrebbe obiettare, non fa molta differenza. E forse, visto il livello di astensionismo del Paese, è possibile immaginare che anche nel Lazio ci potrebbe non essere una corsa sfrenata alle urne. CARTE BOLLATE – Certo è che la questione fa un po’ sorridere, e racconta un pezzo di quest’ Italia. Dove le associazioni si fronteggiano tra di loro, per conquistarsi il ruolo di “paladini” della gente comune, dove quasi tutto dipende ormai dalla giustizia amministrativa, chiamata in causa come un oracolo per dirimere qualsiasi tipo di questione, vista anche la debolezza e i tentativi di forzature da parte della politica. E dove “cittadini” e “consumatori”, titolari di quei diritti che – secondo le rispettive associazioni – sembrerebbero in conflitto, assistono ignari e un po’ frastornati al dibattito.

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