18 Dicembre 2001

Regalo di Natale: i cd costeranno di più

Babbo Natale porta in dono agli italiani il ?caro dischi?. Anzi, rivela Carlo Rienzi, presidente del Codacons, lo ha già portato: ?Abbiamo più volte segnalato che i negozi vendono dischi al 30 per cento in più di quello che dovrebbero, ed ora, puntuale come il Natale, ecco l`aumento dei prezzi che rientra probabilmente nel più generale aumento per l`arrivo dell`euro. Il mondo discografico rappresenta ormai un oligopolio e le case discografiche in crisi alzano il prezzo dei cd per riparare ai loro bilanci?.

Così in molti negozi, dice l?associazione di difesa dei consumatori, i cd sono già in vendita a 42mila lire. Un prezzo ritenuto eccessivo e del tutto spropositato rispetto a quanto avviene in altri Paesi dove i cd sono venduti a molto meno.

Di parere opposto la Federazione dei discografici secondo cui i cd continuano a costare nella maggior parte dei casi tra le 33 e le 36mila lire.

Il problema, sostengono i discografici, è la composizione del prezzo. Un 30% va al negoziante finale, mentre l?Iva assorbe un altro 20%. Il restante 50% è diviso tra autore, Siae, produttore e costi generali di produzione. A grandi linee all?artista o alla band vanno dalle 500 alle 2500 lire a cd con eccezioni fra le 3500 e le 4 mila lire, mentre il costo di un cd è di 3 mila lire, cui si aggiungono 900 lire della Siae.
Del problema del caro dischi si è occupato anche il commissario europeo Mario Monti, che già nel gennaio scorso ha aperto un?inchiesta per indagare su cinque grandi imprese discografiche e scoprire se queste si siano accordate per mantenere elevato il prezzo dei cd nel mercato europeo. Nel mirino di Monti sono così finite Emi, Time Warner, Sony, Bertelsmann e Universal.

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