11 Giugno 2005

Referendum, tribunale: governo non è obbligato a inviare sms


ROMA (Reuters) – Il tribunale di Roma ha respinto il ricorso di Codacons e del “Comitato per l`appello per il No ai quesiti referendari“ che chiedevano di obbligare il ministero dell`Interno a informare via sms tutti gli elettori del voto referendario di domenica e lunedì sulla procreazione assistita. Lo riferisce oggi il Viminale. Domani e lunedì sono chiamati alle urne oltre 49 milioni di italiani per quattro referendum abrogativi della legge che limita il ricorso alla procreazione assistita e vieta donatori esterni alla coppia. La battaglia tra i sostenitori della legge e i fautori del referendum, che vogliono estendere le possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione assistita e permettere analisi scientifiche sugli embrioni, si gioca sul quorum necessario per validare la consultazione. La strategia suggerita dalle forze politiche che vogliono conservare la legge attuale è di non andare a votare, affinché non si raggiunga il 50% più uno degli aventi diritto, facendo così decadere i referendum. Dalle elezioni europee del 2004 il governo è ricorso ad sms per informare dei tempi e modalità del voto, ma il tribunale di Roma non ha riconosciuto che ciò rappresenti un obbligo. “La pronuncia dà atto della correttezza con la quale sono state pubblicizzate le modalità di svolgimento del referendum del 12 giugno“, dice il ministero dell`Interno.

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