Referendum sull`elettrosmog: presto alle urne
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fonte:
- Il Gazzettino
Ci si dovrà esprimere sulle “servitù coattive di elettrodotti“, cioè sulla possibilità di rifiutarsi ad ospitare altre linee
Tutti sanno che presto si svolgerà un referendum sull`articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Sono invece pochi coloro che conoscono il quesito di un`altra scheda, che sarà distribuita nella stessa occasione. Riguarda l`elettrosmog. Ieri a Padova si è costituito il “Comitato per il Sì“ su questo argomento. È composto da un gruppo variegato di associazioni, le stesse che l`estate scorsa hanno sudato, non solo metaforicamente, nelle piazze per raccogliere le firme necessarie a proporre la questione. In prima linea si trovano i Verdi. Affiancati da Rifondazione comunista, Cgil, Codacons, Associazione difesa lavoratori, Cobas scuola, Movimento consumatori. «Il referendum – spiegano Gianni Belloni, Silvana Collodo ed Emmanuele Ferrarini dei Verdi – propone di abrogare l`articolo 119 del testo unico sulle acque e gli impianti elettrici. È la parte che prevede la servitù coattiva di elettrodotto», concretamente il mezzo che ha permesso all`Enel di realizzare la rete elettrica italiana. «Ci costituiamo in comitato – proseguono gli ambientalisti – per sostenere la battaglia favorevole all`eliminazione di questo articolo. L`attività promozionale sul territorio verrà condotta insieme a quella sull`articolo 18, perché il rischio che avvertiamo è quello di una consapevolezza e pubblicità maggiore per quanto riguarda questo secondo tema, che fa quasi passare in secondo piano l`altro. Invece è altrettanto importante. E, a differenza di quanto potrebbe sembrare, c`è una parola chiave che unisce entrambi i settori: “diritti“. In un caso come nell`altro, si tratta proprio di diritti, della salute e del lavoro. Siamo convinti che siano questi a dover occupare il primo posto nelle scelte, non soltanto le convenienze economiche». Per Angelo Levis, presidente dell`Apple (l`associazione padovana per la prevenzione e la lotta all`elettrosmog) «l`articolo va certamente abrogato, anche perché risale al 1933. Se allora poteva essere giustificato, oggi la situazione è completamente diversa. La rete elettrica è stata in gran parte completata e l`Enel non è più pubblica. La scienza ha inoltre dimostrato in maniera inequivocabile che esiste una relazione significativa tra la residenza in prossimità di elettrodotti e il manifestarsi di alcune forme di leucemia infantile». Proprio queste ragioni di salute pubblica spingono gli amministratori locali a reagire ad alcune recenti innovazioni di legge «Altro che federalismo – dice Chiara Rossini, assessore comunale di Abano Terme all`Ambiente – il territorio non viene affatto governato sentendo le nostre ragioni. Al contrario, vedo un`opera governativa che punta a sottrarmi competenze di continuo».
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Tags: elettrodotto, referendum
