REFERENDUM, FINI E SMS NEL MIRINO ASTENSIONISTA
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fonte:
- Il Campanile
Il leader di An insiste. Mastella: stupidaggini politiche che nascondono mire da statista. No ai messaggi del Viminale
«Confermo quello che ho detto». Il leader di An, Gianfranco Fini, non replica alla raffica di attacchi subiti. Ma si limita a ribadire le sue posizioni e ad evidenziare «una certa tendenza ad ingigantire le questioni». Una fermezza che gli vale per la seconda volta in due giorni il plauso dei referendari e le critiche degli astensionisti. «Fini insiste e mi permetto di insistere anch?io nel prendere atto della bella ed esemplare prova di coraggio e chiarezza che ci viene dal vice premier», commenta il segretario dei Radicali, Daniele Capezzone, in prima linea sul fronte del sì. «L?idea che l?astensione dimostri scarso attaccamento alla democrazia è una stupidaggine politica e una sciocchezza che spero cada presto in prescrizione ? ribatte, invece, il leader dei Popolari-Udeur, Clemente Mastella ? da una parte e dall?altra abbiamo compiuto scelte appassionate, ma stabilire un trattato di etica sulla base del vangelo di Fini non mi sembra possibile». Non ha dubbi il leader del Campanile: il capo della Farnesina «ha virato, perché ha ambizioni e mire da statista ? affonda Mastella ? la sua è stata una scelta astuta, ma non in linea con il suo partito». Lo dimostra il fatto che dalle file di An si levano ancora voci di dissenso. «Mentre Fini riceve le lodi e gli applausi di Fassino, Bertinotti e Pecoraro Scanio, il popolo di An è massicciamente impegnato per il non voto in tutto il territorio della penisola», osserva polemicamente l?aennino Alfredo Mantovano. «Mi interessa sapere da Fini una sola cosa e spero lo dica con chiarezza alla prossima assemblea nazionale: ora devi dirci dove vuoi portare Alleanza nazionale», taglia corto il ministro della Salute, Francesco Storace. E a chi, poi, sostiene che sul referendum è stato cancellato il principio di segretezza del voto, il presidente dei deputati del Campanile, Nuccio Cusumano, risponde: «Siamo seri».
Ma Fini non è il solo nell?occhio del ciclone. Anche il ministro dell?Interno, Giuseppe Pisanu, è sotto tiro. Risolta la questione della diffusione dei dati di affluenza alle urne, il Viminale deve decidere sull?invio degli sms per ricordare il voto di domenica e lunedì. Invio caldeggiato dai referendari e osteggiato dagli astensionisti. «Invito il ministro Pisanu ad usare tutti i mezzi possibili per informare i cittadini, anche gli sms», auspica il segretario dei Ds, Piero Fassino. «Non ho mai visto un governo inviare sms per un referendum ? obietta Mastella ? non capisco perché in questa circostanza bisognerebbe farlo: non ci sono motivi né tecnici né costituzionali per una scelta del genere». Il nodo sarà sciolto oggi dalla seconda sezione del Tribunale civile di Roma, presso cui il Codacons, appoggiato dai comitati del sì, ha presentato un ricorso d?urgenza.
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