13 Febbraio 2016

Referendum anti-trivelle, tutti per l’ election day

Referendum anti-trivelle, tutti per l’ election day

Critiche a tutto campo per la scelta del governo di non voler accorpare il referendum contro le trivelle al prossimo turno di elezioni amministrative. Anche il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, giudica errata la scelta dell’ esecutivo guidato da Renzi. L’ election-day sarebbe in grado di favorire la partecipazione dell’ elettorato: «Non bisogna avere paura che i cittadini si esprimano su tematiche così importanti come quella ambientale ed energetica. È evidente che isolare il referendum dalle elezioni amministrative, renderà molto più difficile il raggiungimento del quorum, considerato anche il pochissimo tempo a disposizione concesso». L’ ex sindaco di Sassari ha poi ricordato che lo svolgimento simultaneo delle due consultazioni permetterebbe di risparmiare circa 300 milioni di euro. Per scardinare i piani di Palazzo Chigi e ottenere l’ accorpamento delle due date c’ è chi propone lo scontro istituzionale. I parlamentari del Movimento 5 stelle hanno invitato il presidente della Repubblica a non controfirmare il decreto del governo in cui si è stata scelta la data del 17 aprile: «Il governo fossile non ha voluto ascoltare l’ appello degli esperti e degli ambientalisti. Per questo, e con forza, chiediamo che sia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a intervenire. Bisogna garantire il quorum». Persino il presidente del Senato, Pietro Grasso, si è sentito in dovere di intervenire: «Non sono in grado di decidere su queste cose, io decido su altro. Lo raccomando certo, quello sì». Matteo Renzi e suoi ministri dovranno anche fare i conti con le critiche arrivate dai territori e dai Consigli regionali. Molte di queste provenienti anche da esponenti del Partito democratico, movimento di cui il presidente del Consiglio è segretario. Michele Emiliano, presidente della Giunta pugliese, ha invitato Palazzo Chigi a ripensarci. Sulla stessa lunghezza d’ onda il collega di partito Piero Lacorazza, presidente del Consiglio regionale della Basilicata e grande sostenitore dei quesiti abrogativi. Intanto la scelta del governo finirà di fronte ai giudici. Il Codacons ha già annunciato di voler impugnare il decreto di fronte al Tar del Lazio. Matteo Mascia.
matteo mascia

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