20 Gennaio 2013

Redditometro, gli onesti stiano tranquilli

Redditometro, gli onesti stiano tranquilli

        

di Andrea Di Stefano wMILANO Nessun rischio dal redditometro per i contribuenti onesti. Il messaggio arriva dal segretario della Cgia di Mestre che in questi anni non ha mancato di denunciare, dati alla mano, gli errori e in alcuni casi gli atteggiamenti vessatori del sistema fiscale. «Il redditometro non sarà quello spauracchio che qualcuno vuole farci credere. I contribuenti onesti non devono temere nulla: non sarà né feroce né repressivo», dice Giuseppe Bortolussi, dopo la ricostruzione fatta dal suo Ufficio studi, del reddito presunto dal Fisco e di quello minimo dichiarabile da alcune delle principali tipologie famigliari, sotto il quale il contribuente è potenzialmente accertabile. Il risultato è che – calcolando la franchigia di 12mila euro all’ anno che l’ amministrazione finanziaria applicherà anche per evitare costi maggiori del possibile recupero di eventuale evasione – per essere convocata dal Fisco a giustificare la propria posizione una coppia tra i 35 e i 64 anni e senza figli non dovrà scendere sotto una soglia di reddito complessivo annuo che nel Nordest è di 7.642 euro, livello che scende a 6.923 euro per un nucleo del Nordovest e si abbassa ulteriormente nel Centro (4.643 euro) nel Sud (2.324 euro) e nelle Isole (270 euro). Se invece si tratta di una coppia di anziani over 64 senza figli abitante nel Nordest la posizione di rischio scatterà sotto i 4.184 euro che salgono nel Nordovest a 4.412 euro, mentre nel Centro l’ asticella non dovrà andare sotto quota 2.018 euro. Nel Sud e nelle Isole tutti i nuclei familiari di questo tipo non avranno nessun problema. Stesso scenario tranquillizzante anche per le altre famiglie studiate dalla Cgia e che fa dire a Bortolussi come «di fronte a queste soglie di reddito minimo al di sotto delle quali una famiglia è potenzialmente a rischio evasione, è chiaro che ad essere colpiti saranno solo i falsi poveri e chi sfacciatamente evade il fisco. Visto che per il 2013 il gettito previsto dall’ applicazione del redditometro si attesterà attorno agli 815 milioni di euro, 715 attraverso l’ autotassazione e gli altri 100 dall’ attività accertativa, questo bottino peserà mediamente su ciascun contribuente quasi 20 euro, consentendo di recuperare lo 0,7% dell’ evasione totale che, ricordo, è stimata attorno ai 115 miliardi di euro all’ anno. Insomma, con il redditometro il fisco recupererà solo le briciole». Tutto sarebbe già pronto per l’ avvio del nuovo sistema: grazie al Servizio per il contribuente creato dalla Sogei, la società controllata al 100% dal ministero delle Finanze, tutti i dati catalogati in base al codice fiscale provenienti da catasto, motorizzazione, banche, assicurazioni, Inps, Inail, ma anche le bollette, i circuiti di carte di credito, il registro navale, saranno incrociati con le dichiarazioni dei redditi per verificare la congruità. Una macchina fiscale che già aveva grandi potenzialità, ma da quando ha potuto annettersi anche l’ Archivio dei conti correnti è diventata inarrestabile. Il meccanismo, ovviamente, raccoglie reazioni ben diverse: l’ Adusbef, per esempio, ha annunciato un immediato ricorso al Tar: «Il nuovo redditometro varato alla vigilia di Natale è in palese violazione degli art. 3, 24 e 53 della Costituzione e dello Statuto dei diritti del contribuente, poiché pone a carico del cittadino contribuente l’ onere della prova, che in qualsiasi civiltà giuridica dovrebbe essere posto in capo all’ amministrazione pubblica, la quale dispone di strumenti invasivi e di accesso ai conti correnti bancari e postali – sottolinea il presidente dell’ associazione, Elio Lanutti – il redditometro non c’ entra nulla con la lotta all’ evasione, assomigliando ad uno strumento coercitivo teso a terrorizzare i contribuenti onesti piuttosto che gli evasori». Sulla stessa linea anche Codacons e Adiconsum pronti a ricorrere in tutti i gradi alle commissioni tributarie sempre per contestare l’ inversione dell’ onere della prova. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
        

 
        

 

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