12 Ottobre 2021

Reddito,  scoppia  il  caso  dei  170mila  disoccupati  senza  certificato  verde 

Un  nuovo  caso  sta  scoppiando  sul  milione  passa  di  percettori  del  reddito  di  cittadinanza  che  deve  trovare  un  lavoro;  di  questi,  almeno  170mila  sarebbero  senza  Green  pass  perché  non  ancora  vaccinati.  Il  fatto  è  che  beneficiari  del  sussidio  che  accetteranno  un’offerta  di  impiego  dopo  il  15  ottobre,  ma  che  poi  non  saranno  in  condizione  di  fornire  la  prestazione  lavorativa  perché  privi  del  certificato  verde,  non  perderanno  il  diritto  al  sussidio  voluto  dai  Cinquestelle.  La  loro  assenza  ingiustificata  dal  lavoro,  anche  se  prolungata  per  tutto  il  periodo  del  contratto,  costerà  loro  lo  stipendio  (come  per  tutti  gli  altri  No-pass)  però  non  verrà  considerata  al  pari  di  un  rifiuto  lavorare:  com’è  noto  dopo  il  terzo  no  un’offerta  congrua  di  lavoro  scatta  lo  stop  al  sussidio  di  cittadinanza.I  beneficiari  del  reddito  ritenuti  occupabili,  secondo  gli  ultimi  dati  Anpal,  sono  poco  meno  di  1,2  milioni.  Di  questi,  alla  luce  dei  dati  sulla  campagna  di  vaccinazione  in  corso  è  possibile  stimare  che  non  immunizzati,  quindi  privi  di  Green  pass,  siano  circa  il  15  per  cento  (i  170mila  indicati).A  meglio  precisare  la  loro  situazione  è  il  consigliere  nazionale  di  Unimpresa  con  delega  al  Lavoro  al  Welfare  Giovanni  Assi:  «Alla  luce  dei  numeri  della  campagna  di  vaccinazione  in  atto  è  possibile  in  effetti  stimare  tra  150mila  200mila  percettori  di  reddito  di  cittadinanza  attivabili  non  vaccinati.  Nel  caso  in  cui,  una  volta  chiamati  lavorare,  questi  dovessero  decidere  di  non  munirsi  del  certificato  verde,  nemmeno  tramite  tampone,  risulteranno  comunque  assunti  livello  giuridico,  anche  se  non  percepiranno  lo  stipendio  per  tutto  il  periodo  di  occupazione  previsto  dal  contratto.  In  questo  modo  non  perderanno  il  diritto  al  sussidio,  pur  continuando  di  fatto  non  lavorare».E  già  questo  è  un  punto  che  fa  discutere.  LO  SCENARIO  Peraltro,  il  mancato  obbligo  di  green  pass  per  percettori  del  reddito  di  cittadinanza  ritenuti  occupabili  rischia  di  creare  un  cortocircuito.  Una  situazione  anomala,  cioè,  che  potrebbe  danneggiare  pure  le  aziende  con  15  dipendenti  meno  per  le  quali  è  prevista  la  possibilità  di  rimpiazzare  per  un  periodo  di  tempo  limitato  (10  giorni)i  dipendenti  senza  Green  pass  che  potrebbero  pescare  sostituti,  con  l’aiuto  dei  centri  per  l’impiego,  proprio  dalla  platea  dei  percettori  del  reddito  di  cittadinanza  ritenuti  occupabili.  Tra  questi,  circa  un  terzo  del  totale  ha  sottoscritto  patti  per  il  lavoro  nei  centri  per  l’impiego  dunque  risulta  al  momento  arruolabile:  parliamo  di  quasi  400mila  persone.  sollevare  per  primo  la  questione  del  mancato  obbligo  di  certificato  verde  per  le  persone  raggiunte  dal  sussidio  è  stato,  nei  giorni  scorsi,  il  Codacons.  Per  l’associazione  per  la  tutela  dei  diritti  degli  utenti  dei  consumatori  sarebbe  «corretto  estendere  l’obbligo  di  Green  pass  coloro  che  percepiscono  il  reddito  di  cittadinanza».  Una  proposta  sulla  quale  per  il  momento  il  ministero  del  Lavoro  non  ritiene  però  opportuno  attuare  intervento  alcuno.  Sempre  dal  ministero  guidato  da  Andrea  Orlando  fanno  notare  che  chi  prende  il  reddito  non  è  comunque  esonerato  dall’obbligo  del  Green  pass  quando  questo  è  necessario,  quindi  nel  caso  in  cui  per  esempio  un  percettore  dovesse  accettare  un  impiego  dopo  il  15  ottobre,  data  di  entrata  in  vigore  dell’obbligo  diffuso  di  certificato  verde.  Resta  il  fatto  che  chi  è  senza  “lasciapassare”e  accetterà  un  lavoro  perché  ha  già  due  rifiuti  al-le  spalle,e  non  può  fare  altrimenti  se  non  vuole  rinunciare  all’aiuto,  avrà  una  scappatoia  per  continuare  non  lavorare  senza  incorrere  in  sanzioni:  gli  basterà,a  contratto  firmato,  dare  la  schiena  al  certificato  anti-contagio,  quindi  vaccini  tamponi.  LA  PLATEA  Nel  mese  di  agosto  2021  nuclei  percettori  del  reddito  di  cittadinanza  hanno  raggiunto  quota  milione  220  mila,  mentre  percettori  della  pensione  di  cittadinanza  hanno  sfiorato  135mila  unità,  per  un  totale  di  quasi  milione  360mila  nuclei  raggiunti  dalle  due  prestazioni  di  sostegno  oltre  milioni  di  persone  coinvolte  nel  complesso.  Prevalgono  nuclei  composti  da  tre  quattro  persone,  rispettivamente  646mila  673mila.I  nuclei  con  minori  sono  quasi  443mila,  con  un  numero  di  persone  coinvolte  pari  oltre  milione  640mila,  mentre  le  famiglie  con  disabili  sono  quasi  231mila,  con  oltre  536mila  persone  coinvolte.  L’importo  medio  erogato  livello  nazionale  in  agosto  è  stato  di  576  euro  per  quanto  riguarda  il  solo  reddito  di  cittadinanza.  La  platea  dei  percettori  del  reddito  della  pensione  di  cittadinanza  è  composta  da  milioni  580mila  cittadini  italiani,  318mila  cittadini  extracomunitari  con  permesso  di  soggiorno  Ue  119mila  cittadini  europei.  La  distribuzione  per  aree  geografiche  vede  592mila  beneficiari  al  Nord  427mila  al  Centro,  mentre  al  Sud  nelle  isole  si  superano  milioni  di  percettori.  Nei  primi  otto  mesi  del  2021  il  beneficio  messo  in  campo  dallo  Stato  è  stato  revocato  83mila  soggetti.  Le  decadenze,  sempre  nei  primi  otto  mesi  di  quest’anno,  sono  state  oltre  230mila.  Francesco  Bisozzi  © RIPRODUZIONE  RISERVATA

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox