Reddito famiglie, Istat: consumi stagnanti a più 0,1%
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fonte:
- Help Consumatori
Nel secondo trimestre di quest’ anno i consumi delle famiglie sono fermi. Segnano solo un più 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre il reddito disponibile aumenta dell’ 1,3%. L’ aumento del reddito disponibile, spiega dunque l’ Istat, “non si è trasferito sui consumi, risultati quasi stagnanti in termini congiunturali; ne è derivata una netta risalita della propensione al risparmio”. Le associazioni dei consumatori lanciano l’ allarme: i consumi sono al palo. I dati diffusi oggi dall’ Istituto di statistica su reddito e risparmio delle famiglie, relativi al secondo trimestre 2018, dicono che il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’ 1,3% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,1% . Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è risultata superiore di 1,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, salendo all’ 8,6%. Il potere d’ acquisto risulta in aumento dell’ 1,2%. Ma i consumi, appunto, sono stagnanti. ” Consumi al palo. Siamo praticamente fermi – dice Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori – Anzi, le cose peggiorano invece di migliorare. La spesa delle famiglie per consumi finali, infatti, precipita da una variazione congiunturale dello 0,8% del precedente trimestre a +0,1%. Per tornare ad un valore peggiore bisogna risalire al primo trimestre 2016, con -0,2%. E’ chiaro che l’ aumento del reddito disponibile lordo non è sufficiente per far ripartire i consumi e le famiglie preferiscono risparmiare piuttosto che spendere . Ecco perché il Governo, più che aiutare a ridurre la pressione fiscale su singole categorie di lavoratori, come le partite Iva, cosa incostituzionale, dovrebbe aiutare chi ha un reddito basso e ha una maggiore propensione marginale al consumo”. Di consumi al palo parla anche il Codacons per il quale si tratta di “un dato del tutto insignificante ai fini della ripresa economica – spiega il presidente Carlo Rienzi – Siamo in presenza di una vera e propria crisi dei consumi che rischia di aggravarsi con provvedimenti anti-liberalizzazioni come la chiusura domenicale dei negozi, che limiterebbe le possibilità di acquisto per i consumatori con effetti negativi sul commercio e sulle vendute e una ulteriore contrazione dei consumi. Per far riprendere i consumi nel nostro paese – conclude Rienzi – servono interventi urgenti, a partire dalla liberalizzazione dei saldi e dall’ abrogazione di leggi e limiti obsoleti per il commercio, che risente della concorrenza dell’ e-commerce”. “Si estende l’ ombra della povertà”, commenta Federconsumatori , che sottolinea la difficoltà delle famiglie nel far fronte alle spese quotidiane. “Una situazione che richiede delle misure appropriate tese ad una redistribuzione dei redditi e ad un complessivo riequilibrio delle condizioni economiche e sociali – commenta Emilio Viafora, presidente dell’ associazione – Per fare ciò non ci si può limitare a provvedimenti di carattere assistenziale, ma è necessario avviare un piano di investimenti che miri al rilancio di un’ occupazione di qualità.”
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