Redditi più alti grazie agli 80 euro ma i consumi restano al palo tornano a crescere i risparmi
-
fonte:
- la Repubblica
ROMA . Aumenta il reddito disponibile, ma i consumi rimangono fermi: gli italiani preferiscono risparmiare. I dati Istat del terzo trimestre 2014 ritraggono per l’ ennesima volta un Paese molto prudente, con poca voglia di spendere. Si tratta dei primi tre mesi in cui chi ne aveva diritto ha ricevuto gli 80 euro in busta paga per l’ intero periodo, e gli effetti in termini contabili si vedono: reddito disponibile in crescita dell’ 1,8% rispetto al trimestre precedente e dell’ 1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2013. Meglio ancora il potere d’ acquisto, favorito anche dal deciso calo dei prezzi, e in rialzo dell’ 1,9% rispetto a giugno e dell’ 1,5% sul 2013. Però le famiglie continuano a moderarsi nella spesa, rimasta invariata rispetto al trimestre precedente e in lieve crescita solo rispetto al 2014 (più 0,4%), e preferiscono per il momento ricostituire le riserve, messe a dura prova negli anni di crisi: la propensione al risparmio torna infatti al 10,8%, riavvicinandosi al valore della media 2009, 11%, ma ancora lontanissima dal picco del 19% del 1996. Un comportamento che fa dire ad alcune associazioni dei consumatori, a cominciare dal Codacons, che il bonus «è un flop», ma che viene invece valutato positivamente dal ministero dell’ Economia: «Il ministro Padoan – si legge in una nota – ha più volte sostenuto che le famiglie tendono a ricostruire lo stock di risparmio intaccato durante la crisi prima di riprendere il livello adeguato di consumi e investimenti». La dinamica della spesa delle famiglie conferma puntualmente le previsioni di sondaggi e indagini che, come quello di Confesercenti- Swg, pronosticavano che solo il 26% dei beneficiari del bonus avrebbe destinato gli 80 euro alla spesa: gli altri avrebbero impiegato la liquidità per il pagamento delle spese pregresse oppure per alimentare i risparmi. Eppure la stessa Confesercenti, come la Cisl, chiedono al governo di non tornare indietro sul bonus e anzi di ampliarne la platea, allargandolo ai pensionati. I conti pubblici però, sempre a giudicare dai dati Istat, non lasciano molti margini per un ulteriore ampliamento del bonus e della spesa in generale: nei primi nove mesi del 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil sale al 3,7%, 0,3 punti percentuali in più rispetto al 2013. Anche in questo caso, il ministero dell’ Economia frena eventuali allarmismi, spiegando che nel terzo trimestre dell’ anno l’ indebitamento «mostra con sistematicità un valore maggiore rispetto al dato finale». Le uscite del terzo trimestre sono appesantite dal bonus di 80 euro ma beneficiano del calo dello spread: infatti le spese per interessi passivi sono diminuite tra luglio e settembre del 7,8%. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
rosaria amato
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: bonus 80 euro, consumi, Istat, redditi
