Redditi on-line, piovono critiche ma anche consensi
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fonte:
- Messaggero Veneto
La pubblicazione on-line dei redditi dei cittadini è un atto di “trasparenza democratica“ oppure una “chiara violazione della privacy“? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti delle associazioni consumatori, degli ordini professionali, oltre quelli dei futuri appartenenti alla maggioranza del nuovo governo. E, per la verità, sono state più le critiche che i consensi a prevalere. Il più feroce è stato Beppe Grillo: “Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l`indirizzo della casa del contribuente. E` una colonna infame“. E ancora: “I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere, potrà andare a colpo sicuro“. Le associazioni dei consumatori sono divise. “E` un vergognoso strumento di delazione“ accusano Adusbef e Federconsumatori, mentre il Codacons e l`Aduc denunciano “una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini“, preannunciando ricorsi. Il Movimento in difesa del cittadino sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la trasparenza. Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori che, durante il pomeriggio, affilano le loro polemiche, e sostengono: “Gli elenchi on-line attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti verso redditi onestamente guadagnati“ ed “espongono i contribuenti ad atti ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori“. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea della giustizia “in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge italiana è insufficiente“. E annuncia di aver predisposto un sito “www.Codacons.It“ con un modello che gli “utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l`Agenzia delle entrate e chiedere fino a 1.000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy subita“. L`opposizione si è scatenata contro Visco. Anche Luca Volontè, Udc, sostiene che la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi di milioni di cittadini italiani è la “più evidente dimostrazione dell`istinto vendicativo che Visco nutre nei confronti di chi lo ha punito nella tornata elettorale“. Per l`economista Renato Brunetta “è corretto che tutti conoscano il reddito dei cittadini italiani e che i radditi siano totalmente conoscibili. Ma va evitato il fisco-spettacolo“.
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