Redditi on line, quante contraddizioni
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
Sembra che il direttore dell`Agenzia delle entrate, oltre che per aver indignato il Garante, sia stato indagato perché ha leso principio di tutela del “trattamento dei dati diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità dell`interessato“. Stante quanto sopra mi chiedo come mai il Garante della privacy non sia intervenuto con la medesima enfasi nei confronti del ministro Brunetta che ha pubblicato on-line i nominativi e gli stipendi dei dirigenti del Dipartimento della funzione pubblica. Pare plausibile pensare che a gridare allo scandalo vi sia chi ha interesse a secretare le proprie irregolarità fiscali, con l`avallo addirittura della Codacons che ha dichiarato dichiarato “chi vuole mettere il naso negli affari altrui deve avere un interesse qualificato e concreto“, tuttavia gli stessi organi a tutela della privacy e dei consumatori nulla dicono sull`uso improprio di nostri dai personali (in particolare il numero di cellulare privato) da parte di società di marketing. Se a questo provvedimento aggiungiamo: il timore, che stanno diffondendo classe dirigente e mass-media, di vivere in uno stato giustizialista, la recente abrogazione della norma che prevedeva il pagamento del compenso ai professionisti solo con assegni non trasferibili o bonifici, e il messaggio quasi orgoglioso del presidente del Consiglio a mezzo del quale dichiara che il dato del Pil è falsato rispetto al reale perché in Italia circa il 40% è sommerso, è evidente che si voglia lanciare il messaggio subliminale che la frode fiscale sia un atteggiamento di furbizia necessario alla sopravvivenza dell`economia. Prova ne è che non sia consuetudine richiedere scontrini fiscali o fatture a fronte dell`illusione di avere uno “sconto immediato“. Dai dati delle dichiarazione dei redditi dei trevigiani è emerso che molti “facoltosi“ (gioiellieri, dentisti, commercialisti, ristoratori ecc.) agli occhi del Fisco percepiscano un reddito alla soglia della povertà. è meglio vivere in un paese di omertà facendo credere che lo stato richieda ingiuste “gabelle“ di modo da avere una complicità collettiva. Trovo che tutto ciò sia allarmante. E` indispensabile cambiare prospettiva e renderci conto che le tasse non servono solo a mantenere una classe politica talvolta inefficiente, ma per lo più sono finalizzate a garantire istruzione, sanità, sicurezza, ricerca scientifica e medica, asili nido, pensioni, urbanizzazione, illuminazione pubblica, trasporti, viabilità, assistenza, in un unico concetto garantiscono lo sviluppo sociale di una comunità civile. Lo sviluppo economico di un paese non corrisponde al benessere sociale e la qualità della vita non si misura con il pil! Nel Regno unito, Finlandia, Norvegia, Svezia la pubblicità dei redditi è legittima, e nella quasi totalità dei Paesi occidentali gli evasori fiscali sono messi on-line. Ai tempi delle Br il Viminale vietò la pubblicazione dei comunicati per “non fare pubblicità ai terroristi“ alla stessa stregua non facciamo pubblicità agli evasori, anzi lasciamoli proprio inviolati! Ma a chi giova la complicità collettiva avverso il mondo delle tasse? E` sufficiente pensare al caso sollevato dal libro La Casta, se vivessimo in un paese realmente libero e trasparente, forse il popolo dei “non evasori“ (per la maggior parte lavoratori dipendenti) si disincanterebbe e la classe dirigente non riuscirebbe a sedare l`insurrezione di coloro che si stanno facendo carico della spesa pubblica. Lucio Canzian (Treviso) Scuola: replica alla studentessa delusa Ho letto con interesse l`articolo della signorina Ziliotto sulla sua esperienza all`esame di maturità. Non è la sola a essere uscita amareggiata da questa prova ed è comprensibile come dopo pochi giorni dagli esiti sia ancora presente forse la delusione per un risultato che era a portata di mano e forse non è stato ottenuto. Intere generazioni sono passate da questa prova e tutti conosciamo gli atteggiamenti che ne derivano: da chi ha studiato poco in 5 anni e ottenuto un grande risultato e da chi, al contrario ha lavorato tanto e alla fine ha guadagnato poco, perché non tutti hanno ricevuto un compenso per giusto merito. Si sa gli esami sono così (anche all`università). E questo è l`esame di maturità per eccellenza, non per niente si sostiene a 18 anni. E maturità significa anche accettare una battuta, riderci sopra, e saper dare una risposta adeguata e pur sempre educata, accettare uno scherzo dai compagni e motivare con loro certe scelte, affrontare discussioni e litigare per sostenere la propria posizione senza rinchiudersi in se stessi: questo aiuta a crescere e a maturare. Maturità significa essere onesti con se stessi e affrontare una prova con le proprie capacità senza dover attingere all`aiuto di altri. Ma tutti siamo andati a scuola e alzi la mano chi non ha mai copiato o non è stato tentato di farlo o non ha mai passato una traduzione e un problema a un compagno. Con questo non intendo valorizzare chi copia, ma fa parte del mondo della scuola e voler debellare questo atteggiamento è come combattere contro i mulini a vento. Maturità significa non leggere interessi particolari in una buona valutazione di uno studente da parte di un insegnante, anzi, non è così facile incontrare docenti che sappiano valorizzare le capacità dei ragazzi. E poi teniamo i piedi per terra, è inutile voler eliminare le ideologie o l`estrazione politica di un insegnante. Ho potuto conoscere il mondo della scuola, non da insegnante, ma da madre di studenti e mi sono trovata di fronte a insegnanti politicamente schierati, spesso molto corretti, persone intelligenti che forse hanno creato dei proseliti, ma anche delle persone critiche e razionali, a volte ho incontrato sostenitori feroci delle proprie idee con i quali è meglio evitare di trattare argomenti politici con eccessiva enfasi (in medio stat virtus). Quindi, mi permetto un suggerimento alla signorina Ziliotto, proprio perché la scuola italiana non gode di molta fiducia: non perda il suo tempo in inutili ripicche e offese agli insegnanti, anche se è compresibile in questo momento. Ogni scuola ha il suo lato positivo e quello negativo, anche l`università, come ogni situazione della vita: sia così matura da passar oltre ad ogni piccolezza, colga solo il meglio dalle persone (anche quelle di sinistra ce l`hanno) e impari a fare un sorriso e a trovare una risposta educata e adeguata anche dove coglie un`offesa. E` sicuramente l`unico modo per affrontare la vita in modo meno arrabbiato e più sereno.
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