9 Maggio 2008

Redditi on line, indagato il direttore dell`Agenzia delle entrate

Redditi on line, indagato il direttore dell`Agenzia delle entrate
Massimo Romano sarà ascoltato dai magistrati che hanno aperto l`inchiesta per violazione della legge sulla privacy



Indagato il direttore delle agenzie delle Entrate, Massimo Romano. Il suo nome risulta essere stato iscritto nell`apposito registro dai pubblici ministeri romani Franco Ionta e Francesco Polino, che hanno rivolto allo stesso Romano anche un invito a comparire. Il dirigente dell`Agenzia delle Entrate sarà sentito nei prossimi giorni in procura a Roma. Romano è indagato per la violazione della legge sul trattamento dei dati, articolo 167 della legge sulla privacy. In particolare ci si riferisce all`articolo 17 della stessa legge sul trattamento di dati diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali tanto da richiedere misure e accorgimenti a garanzia dell`interessato. Intanto il procuratore aggiunto Ionta e il pm Polino hanno chiesto e ottenuto il parere del Garante per la privacy con cui lo stesso Garante ha censurato la pubblicazione on line dei dati fiscali. L`indagine, oltre alla individuazione di un eventuale dolo nella pubblicazione in rete dei dati, prosegue anche sul fronte della “clonazione“ degli stessi tramite il file sharing, dall`originario elenco dell`Agenzia delle Entrate. Le dichiarazioni dei redditi del 2005 infatti sono rimaste disponibili in rete anche dopo lo stop imposto dal Garante della privacy e questo, secondo l`accusa, costituisce già di per sè un reato di cui dover comunque rispondere. L`inchiesta dovrà accertare anche perché gli elenchi sono stati pubblicati on line il 30 aprile, mentre sarebbero stati disponibili già all`inizio del mese di marzo. Si dovrà accertare anche se questo lasso di tempo sia stato in qualche modo viziato da dolo. In procura a Roma è intanto giunta oggi la denuncia del Codacons con la quale l`associazione dei contribuenti chiede un maxi risarcimento (record per l`Italia) di 20 miliardi di euro dopo la contestata pubblicazione dei dati nella rete. La procura, indagando Romano, ha voluto così mettere sotto accusa la decisione dell`Agenzia delle entrate di pubblicare gli elenchi dei contribuenti. La stessa Agenzia delle entrate aveva infatti difeso la scelta, che per ora comporta delle semplici responsabilità amministrative (ma la procura dovrà accertare se c`è stato un input politico), riferendosi alle norme sulla pubblicità delle dichiarazioni e sottolineando la validità delle comunicazioni via Internet e spiegando che l`informazione on line, senza mediazioni di terzi e curata dalla stessa amministrazione pubblica è “garanzia di trasparenza e affidabilità“. Massimo Romano sostenne invece che la pubblicazione online era uno stimolo a non evadere le tasse, in un paese tristemente noto per avere il più alto numero di evasori fiscali nel mondo occidentale. Evasori che grazie alla lista conservano meno bene il loro segreto e per i quali è aumentato il rischio di denunce. Ma i pubblici ministeri romani non sembrano pensarla alla stessa maniera e partendo da Romano cercano di scoprire eventuali “colpe“ politiche.

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