7 Febbraio 2013

Redditi in vertiginoso calo al Sud

Redditi in vertiginoso calo al Sud

ROMA – In Italia i redditi delle famiglie languono: la crisi restituisce un Paese sempre più diviso, dove il Sud è ancora in emergenza, sganciato dal resto della Penisola nonostante i duri colpi inferti dalla recessione al Nord. Nel 2011 la ricchezza pro -capite nel Mezzogiorno si ferma a 13.400 euro, inferiore di un quarto rispetto alla media nazionale, pari a circa 18 mila euro, e di oltre un terzo a confronto con il Nord,doveilbudgetperabitante arriva a 20.800 euro. A fare i conti è l’ Istat, che nel rapporto sul Reddito disponibile delle famiglie nelle Regioni italiane’ stila anche la classifica territoriale, dove ad ottenere il primo posto è la Provincia autonomadiBolzano (22.847 euro), togliendo lo scettro alla Valle d’ Aosta, in seconda posizione, e scavalcando pure l’ Emilia Romagna, sull’ ultimo gradino del podio. In fondo alla graduatoria si confermano Calabria, Sicilia e Campania, che vedono la ricchezza scivolare tra i 13 e 12 mila euro a testa. Eccocheladistanzatral’ Italia meridionale e il dato complessivo riferito al Paese diventa del 25,5%. Un divario che sale al 35,7% se si fa il confronto con il Nord. Lo spread a svantaggio del meridione torna così ad alzarsi, anche se a piccoli passi, dopo aver toccato i minimi del 2009, quando il tracollo economico aveva riavvicinatoiduepoli.Insomma inizialmentelacrisihaspolpato sopratutto il Nord, mentre il Sud era già in ginocchio; ora il perdurare della debolezza sembra pesare sul Mezzogiorno, inca pace di scatti in avanti. Infatti nel 2011 i redditi delle famiglie, a prezzi correnti, segnanoirialzimaggioriin Italia settentrionale, con il Centro -Sud in ritardo. Guardando a tutto il Paese, il reddito a disposizione delle famiglie nel 2011 in valori correnti è in risalita del 2,1%subaseannua,mentre il recupero si ferma allo 0,4% rispetto al 2008. Vantaggi però erosi dall’ inflazione e che svaniscono a livello pro -capite: il guadagno in tre anni si riduce dell’ 1,2%. Iribassipiùfortilisubisce il Nord Ovest, in particolare la Liguria, mentre la parte orientale resistite. Ecco che dai dati dell’ Istat emerge non solo un Paese diviso in due, ma anche un’ Italiasettentrionale scissa. L’ Istat rileva delle differenze anche nel tipo di reddito. In particolare, nel 2011 risale sia il budget da lavoro dipendente sia quello derivante dalle proprietà di abitazioni, mentre continuano a scendere i redditi da capitale,chetral’ altrocomprendono interessi, dividendi e altri utili forniti dalle società.Passandoallaredistribuzione del reddito, nel 2011 l’ Istituto di statistica segna un aumento delle prestazioni sociali, mentre cala il pesodelleimpostecorrentisul reddito, confermandosi superiore nelle regioni settentrionali. I dati dell’ Istat preoccupano sia i sindacati che i consumatori. Per l’ Ugl «è ormai improcrastinabile lacreazionediunacabinadi regianazionale»perilrilancio delle aree svantaggiate; sulla stessa linea il Codacons, che accusa come “il problema del Mezzogiorno in questi anni sia stato del tutto trascurato».

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