Redditi delle famiglie in crescita Mai consumi non aumentano
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fonte:
- Il Tempo
istat nel ii trimestre salari su dell173%. per le spese solo +171%
Leonardo Ventura I consumi delle famiglie italiane stentano a salire, alimentando preoccupazioni sempre più forti sulle prospettive dell’ intera economia. «Una frenata più brusca del previsto, che potrebbe pesare fortemente sulla crescita del Pil», sintetizza Confesercenti, commentando i dati diffusi dall’ Istat nella sua nota dedicata a «Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società» e prefigurando una revisione al +1,1% nell’ aggiornamento del Documento di economia e finanza, che attualmente vede il prodotto interno lordo in espansione del +1,4% nell’ anno in corso. Secondo quanto rilevato dall’ istituto di statistica, nel secondo trimestre del 2018 i consumi sono infatti cresciuti soltanto di un decimo di punto percentuale. Una dinamica che, a fronte di un aumento dell’ 1,3% del reddito disponibile, porta la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici ad aumentare di 1,1 punti percentuali rispetto ai tre mesi precedenti, attestandosi a quota 8,6%. «Tali rilevazioni non fanno altro che confermare quanto abbiamo denunciato da tempo: il divario evidente tra l’ incremento della spesa e quello, ancora esiguo e insufficiente, dei redditi», osserva in una nota Federconsumatori, sottolineando come tale andamento si protragga ormai da tempo. Secondo un recente studio dell’ associazione, dal 2013 al 2018 la crescita del reddito medio è stata infatti del +4,4% – che diventa un 3,8% al netto dell’ inflazione -, a fronte di un aumento della spesa del +6,4%. Lo stesso Istituto nazionale di statistica, d’ altra parte, evidenzia nel proprio commento alle cifre come l’ aumento del reddito osservato da aprile a giugno, dovuto all’ effetto degli incrementi nelle retribuzioni del pubblico impiego, abbia mancato di trasferirsi sui consumi, risultati a conti fatti «quasi stagnanti» rispetto al periodo di riferimento immediatamente precedente. Una «vera e propria crisi dei consumi», quindi, che secondo il Codacons potrebbe aggravarsi ulteriormente nell’ immediato futuro, se a livello legislativo passeranno «provvedimenti anti -liberalizzazioni come la chiusura domenicale dei negozi», che limiterebbe le possibilità di acquisto per i consumatori con effetti negativi sul commercio e sulle vendite. «Il settore, intanto, fatica anche a livello europeo. Eurostat ha certificato ieri una flessione dello 0,2% per il volume delle vendite al dettaglio nell’ eurozona in agosto. Calo, questo, che fa seguito a quello dello 0,6% già registrato a luglio.
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