Record del petrolio, benzina senza freni
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fonte:
- Il Mattino
Il petrolio macina nuovi record, e in Italia i prezzi della benzina seguono a ruota l?andamento del trend. Ieri a Londra e a New York per il terzo giorno consecutivo le quotazioni hanno superato il massimo storico: alla crisi iraniana e agli scontri in Nigeria si è aggiunto il dato negativo delle scorte degli Stati Uniti, che gli analisti prevedevano in rialzo a 2,6 milioni di barili. Nel pomeriggio la doccia fredda, con le scorte del maggiore consumatore di oro nero del globo che scendono di oltre 80mila barili: la notizia gela i mercati e fa schizzare sia i futures del Brent (fino a 73,34 dollari a barile) sia quelli del Nymex, dove il greggio di qualità Wti ha toccato il nuovo record storico a quota 72,10 dollari, per poi chiudere a 71,90, lo 0,8% in più rispetto a martedì. La corsa del petrolio preoccupa sempre più le istituzioni economiche mondiali. Se G7 e Opec discuteranno della questione durante il week-end (i sette grandi si incontreranno a Washington, i paesi produttori a Doha), ieri l?Fmi ha annunciato che ci sono buone probabilità (il 15%) che il greggio resti inchiodato «oltre gli ottanta dollari al barile per la seconda metà del 2006». Un livello altissimo, ma che economisti statunitensi e italiani (su questo giornale Luigi Campiglio sosteneva ieri che la soglia-limite è intorno ai 100 dollari) considerano non ancora allarmante. Di certo l?andamento dell?anno sarà strettamente legato all?evoluzione dello scontro tra gli Usa e l?Iran di Ahmadinejad. Il presidente vicino ai pasdaran ha dichiarato che «il prezzo del petrolio non è ancora arrivato al suo valore reale» nel rapporto tra domanda e offerta. Mentre a Doha si profila dunque un braccio di ferro tra i «falchi» capitanati da Teheran e i paesi più moderati, Indonesia in testa, in occidente si studia la strategia migliore per disinnescare il programma «nucleare» portato avanti da Ahmadinejad: anche se Bush ha ribadito che la via migliore «è quella diplomatica», il premier inglese Tony Blair ha già garantito il suo appoggio in caso di un eventuale attacco militare. Sul fronte petrolifero il ministro delle Finanze francese Thierry Breton proporrà invece ai partner del G7 «di rafforzare – ha spiegato – le capacità di stoccaggio e di raffinazione del greggio per attenuare l?effetto speculativo degli choc esterni sui prezzi». Rincari che hanno già investito i portafogli dei consumatori: da oggi alcune compagnie petrolifere che operano in Italia spingeranno in alto le tariffe della benzina, che si sta avvicinando al record storico (1,367 euro al litro, a cui bisogna aggiungere in Campania la tassa regionale di 0,034 centesimi) raggiunto all?inizio di settembre. Ieri l?Agip a messo mano ai listini aumentando di 2 centesimi la verde e di 3 il gasolio, con i prezzi consigliati che arrivano rispettivamente a 1,349 e 1,223 al litro. Una decisione che ha messo sul piede di guerra le associazioni dei consumatori: «Se non si arresterà la corsa del caro-petrolio – precisa il Codacons – gli effetti dell?inflazione saranno pesantissimi». Mentre Confesercenti chiede ancora una volta che il governo intervenga tagliando le tasse sui carburanti, in Italia tra le più alte d?Europa. «In questo modo – chiosano i commercianti – si potrebbe contrastare il rialzo dell?Iva, costato negli ultimi due anni oltre due miliardi di euro a cittadini e imprese».
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