30 Novembre 2018

Rebus «card- cittadinanza» nuovo fronte per Di Maio

 

ROMA. Non bastava il tormento dei lavoratori in nero nell’ azienda del padre e i controlli per i manufatti abusivi nei terreni di famiglia: per Luigi Di Maio la trasferta a Bruxelles per incontrare la commissaria alle politiche sociali Marianne Thyssen si è trasformata in una nuova giornata di passione. Inseguito dagli sviluppi delle faccende legate alle questioni familiari, il vicepremier è stato travolto da una nuova ondata di polemiche legate al reddito di cittadinanza. O meglio alle tessere «in stampa», come assicura il viceministro Laura Castelli, che dovrebbero garantire l’ assegna zione e la spesa del sostegno economico agli aventi diritto. Di Maio prova a stemperare le polemiche a tira dritto: si dice «assolutamente tranquillo politicamente» e conta sul sostegno dei vertici di partito e del governo. Matteo Salvini annuncia di avergli mandato un messaggio di «solidarietà» contro il «linciaggio mediatico» che lo sta avvolgendo. «Mi fido di Luigi. La vita privata, mamma, papà, fidanzata, devono rimanere fuori». An che il premier Giuseppe Conte apprezza la reazione: «Trovo lodevole il fatto che si sia messo a disposizione per collaborare con la stampa per fornire tutti i chiarimenti». Ma la tensione nel M5s è alle stelle: le polemiche sul capo non agevolano la tenuta del partito che proprio in questi giorni è alle prese con tensioni interne. E mentre si vocifera di possibili rimpasti, anche la gestione parlamentare, scossa dalla fiducia sul dl sicurezza, inizia a mostrare crepe. Ieri se ne è dovuto occupare il direttivo del gruppo di Montecitorio per decidere come comportarsi con quel drappello di 14 deputati che ieri non hanno votato: «Tra di loro ci sono assenti giustificati ma almeno in otto ci devono spiegare. Bisogna dare un segnale» afferma un «dimaiano» di ferro. Ma intanto a tenere banco è la questione delle tessere. Un giallo innescato in Tv dalla Castelli che ha provocato polemiche in Parlamento, tenuto all’ oscuro della precoce iniziativa proprio mentre in Commissione si sta ancora esaminando l’ articolo che introduce il fondo per reddito di cittadinanza. Il vicepremier tenta di smorzare il caso, dando però la stura ad una nuova ondata di polemiche. «Nessun giallo: da due settimane ho dato ordine al mio staff di lavorare con Poste per tutto, inclusa la stampa delle tessere». Peccato, gli fanno notare le opposizioni, che per procedere all’ assegnazione di un appalto di queste dimensioni servirebbe una gara con bando pubblico europeo. «Siamo di fronte ad un danno erariale o all’ ennesi ma bufala? Siamo pronti a denunciare Di Maio e Laura Castelli» avvertono le senatrici Pd Caterina Bini e Simona Malpezzi. Ma un esposto all’ Autorità anticorruzione è già partito dal Codacons che ha in serbo anche un ricorso al Tar. Dites sere per il reddito di cittadinanza dice di non saperne nulla il presidente dell’ Inps Tito Boeri: l’ istituto sarebbe invece seduto a quel tavolo tecnico con il governo con il compito di indivi duare la platea di aventi diritto all’ as segno assieme a Poste, chiamata a dire la sua per il suo know how maturato con il reddito di inclusione e la sua capillarità di sportelli che già distribuiscono le carte di Poste Pay spa.

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