Rcs-Mondadori, la Borsa dice sì
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fonte:
- Il Gazzettino
Quando ci sono i numeri e i bilanci in gioco quello che conta è la benedizione della Borsa. E non è un caso se ieri Piazza Affari ha accolto la vendita di Rcs Libri a Mondadori per 127,5 milioni con un rialzo del 5,3% per il gruppo guidato da Pietro Scott Jovane, che riduce il debito di 100 milioni, e del 2,3% per Segrate, che rafforza la leadership di mercato. Insomma, l’ operazione è una di quelle che il mercato definisce win-win, con vantaggi per entrambi i gruppi. Per Mondadori, è il passo di chi «con orgoglio» «torna a crescere e compie un passo cruciale verso una sempre maggiore solidità», nelle parole di Marina Berlusconi, presidente del gruppo editoriale di Segrate. «É anche un investimento sul futuro del nostro Paese e sulla qualità di questo futuro, per la stessa Berlusconi, che sottolinea anche il trend mondiale seguito dall’ Italia. Così, dice, l’ editoria nazionale sarà «più solida e competitiva per poter disporre di maggiori risorse da investire nella qualità e reggere il confronto con protagonisti aggressivi quali Amazon». Eppure le polemiche non sono mancate. Il ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini, ha fatto risentire la sua voce tirando in ballo i «rischi per il delicato mercato dei libri». Certo, «il governo non può e non deve intervenire», ribadisce il ministro, «sarà semmai l’ Autorità Antitrust secondo la legge a valutare come sempre, e nella sua totale indipendenza, l’ operazione». Dunque, Franceschini affida agli uffici di Giovanni Pitruzzella «le preoccupazione» già lanciate in un tweet del 19 febbraio scorso, su un’ affare che porta «metà del mercato sotto il controllo di una sola azienda». Anche perchè, per il ministro, «non c’ è settore più delicato e sensibile per la libertà di pensiero e di creazione del mercato dei libri». Sono un po’ le preoccupazioni anche di scrittori come Michele Mari e Dacia Maraini, convinti che «nulla sarà più come prima», anche se «non si perderà l’ autonomia». O i timori di nomi cone Nicola Lagioia e Giancarlo De Cataldo che guardano all’ effetto sui lavoratori. Intanto, ci ha pensato il Codacons a presentare un esposto urgente all’ Antitrust contro la vendita. Sul tavolo, secondo i consumatori c’ è la prospettiva di «un’ offerta limitata e dipendente dalle scelte imprenditoriali del nuovo colosso». Ma a rischio sono anche «i prezzi dei libri». L’ APPROVAZIONE DEI MERCATI – Vista dalla Borsa, invece, l’ operazione funziona. E non solo perchè si chiude una trattativa durata 7 anni. L’ operazione comprende l’ intera quota (il 99,99%) posseduta da Rcs MediaGroup in Rcs Libri con le sottostanti partecipazioni (che al closing includeranno il 94,71% di Marsilio Editore), a esclusione del 58% posseduto in Adelphi Edizioni, che verrà ceduta al socio Roberto Calasso. A quel punto Rcs ridurrà il debito di 100 milioni con un impatto importante sul capitale, sulla capitalizzazione di 440 milioni. E poi cercherà di mettere sul mercato l’ ultimo gioiellino di famiglia ritenuto non centrale, la spagnola Veo Television, come ricordato dallo stesso responsabile finanza Riccardo Taranto. Lo stesso che ha escluso sia sul tavolo un aumento di capitale. Quanto a Mondadori, si troverà a creare il leader di mercato in questo segmento, con poco più del 35% di quota di mercato, escludendo Adelphi. Si tratta di asset combinati che realizzeranno vendite per circa 550 milioni di euro l’ anno, con un ebitda (margine operativo lordo) pre-sinergie di circa 60 milioni. Ma i numeri sono destinati a lievitare viste le importanti sinergie sul tavolo, con le ottimizzazioni di costi su distribuzione, stampa, logistica e piani editoriali. © riproduzione riservata.
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