Rc-auto, un`intesa bipartisan
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fonte:
- Il Gazzettino
Impegno comune sul fronte delle truffe agli utenti e della prevenzione ambientale
Un`intesabipartisanper tutelare i consumatori. Nella sala Giunta del municipio di Mestre si materializzano le «prove tecniche di dialogo» fra parlamentari veneti di schieramenti diversi. L`iniziativa è del Codacons regionale, che ha convocato i deputati Luana Zanella (Verdi), Gabriele Frigato (Margherita), Cesare Campa e Ugo Bergamo (Fi, quest`ultimo rappresentato dal segretario dell`Udc Salvatore Liccardi) e dal senatore della Margherita Tiziano Treu, per consegnare loro il dossier delle batatglie civili in atto nel nome dei consumatori. La principale, che venerdì prossimo porterà i militanti del Codacons a manifestare sotto la Camera dei deputati, è il cosiddetto decreto «salva-compagnie», il decreto legge varato il 10 febbraio che limita l`opera dei giudici di pace chiamati dai consumatori a dirimere le richieste di risarcimento degli aumenti indebiti della Rc auto dal 1995 al 2000. «I nostri ricorsi – spiega il presidente del Codacons veneto Franco Conte – sono già costati una multa da 700 miliardi di lire alle compagnie, e ora i giudici di pace danno prevalentemente ragione, diciamo tre volte su quattro, alle richieste di risarcimento di quanto versato dagli automobilisti, che solo nel Veneto sono un milione 200 mila».
Finora la richiesta costava pochi euro, ma con il nuovo decreto che obbliga i giudici a decidere secondo diritto, e non secondo equità, sarà necessario spendere circa 1500 euro per ottenerne, al germine di una causa civile, sì e no 300. Di qui l`alzata di scudi del Codacons, che chiede ai parlamentari di intervenire: «Il decreto mostra profili di illegittimità – sostiene il senatore Treu – e la Corte costituzionale non potrà non tenerne conto». «Quando il decreto dovrà essere convertito in legge daremo battaglia – annuncia Luana Zanella – questo è un oligopolio organizzato», mentre Liccardi a nome dell`Udc promette di fare «il possibile per stare vicino al consumatore e non al Governo». Per riuscirci c`è tempo fino al 10 aprile, data entro la quale il decreto dovrà essere convertito in legge per non farne cessare l`efficacia.
Ma il dossier del Codacons impegna i parlamentari anche su altri fronti: c`è il caso Tucker, l`azienda che commercializzava filtri ambientali rivelatisi inutili, e quello del centro dimagrimento In Linea, che dopo essere stata chiusa pretende i soldi da quanti si erano iscritti: «È un sistema che tutela i forti e penalizza i deboli», sbotta Conte, mentre altri comitati alleati del Codacons promettono battaglia per l`adeguamenti dei dati Istat sull`inflazione e per il prossimo referendum sull`«elettrodotto coattivo». Il rischio paventato dalle seinilapersone che hanno firmato per chiedere il referendum è che l`Italia, con la liberalizzazione del mercato energetico, si trasformi in terra di conquista da parte di grandi gruppi che avrebbero presentato richieste superiori di cinque volte al fabbisogno energetico italiano. Un problema ambientale ma anche sanitario, come spiega Chiara Crivellari, che ricorda come i campi magnetici dovuti agli elettrodotti espongano il tre per mille dei bambini che ci convivono (25 mila in tutta Italia secondo i dati del Codacons) al rischio di leucemie infantili. Di qui l`invito a promuovere politiche che promuovano il principio della precauzione e dell`impiego delle migliori tecnologie possibili per tutelare la salute dei cittadini.
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