Rc-auto, un decreto per le compagnie
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fonte:
- Il Manifesto
Il governo pensa a imporre modifiche che penalizzano gli utenti; insorgono i consumatori
Passano gli anni, si susseguono i governi, ma è sempre lei, l`Rc auto, che contribuisce a far tremare i conti delle famiglie italiane. Secondo i dati delle associazioni di consumatori infatti, l`assicurazione della macchina insieme a luce, acqua e gas, telefoni e Fs incide fino al 40% sulle spese familiari. La politica d`altro canto non riesce a contrastare il cartello delle compagnie che fanno il bello e il cattivo tempo su costi, tariffe e risarcimenti. E così Berlusconi, in una delle sue iniziative nazionalpopolari, ha detto, venerdì scorso, che nel blocco delle tariffe per tentare di frenare l`inflazione rientreranno anche le assicurazioni delle automobili. Cercando in questa maniera di assicurarsi un posto al sole nel cuore degli italiani creduloni, da troppo tempo tartassati dalla «mafia assicurativa». Ieri poi ci ha pensato il ministro delle attività produttive a rincarare la dose: «Ricorreremo anche al decreto legge – ha detto Marzano – per sbloccare il provvedimento di riforma della Rc auto in discussione al parlamento». Peccato però: le riforme che dovrebbero garantire finalmente un abbattimento dei costi sono del tutto inefficaci e favoriscono ancora una volta le care compagnie. A dirlo sono le maggiori associazioni di consumatori che si ribellano all`ennesima presa in giro sulle Rc auto.
L`Adusbef, ci va giù duro e invita Marzano ad assumersi «la responsabilità di un testo di legge truffaldino, messo appunto dai tecnici del ministero sotto dettatura della longa manus delle assicurazioni e proprio per questo bocciato alla camera dalla stessa maggioranza di governo». Per l`Adusbef la «riforma di struttura» invece di trovare rimedi per contrastare il caro polizze, individua gli assicurati come incalliti truffatori (anche se secondo i dati dell`Authority l`anno scorso rappresentavano solo il 3%) senza porre alcuna sanzione a carico di assicuratori che ritengono l`unico obbligo quello di riscuotere i premi, ma non riconoscono alcun diritto né verso la qualità dei servizi, né nella velocità di liquidazione dei sinistri. L`associazione attacca quindi l`introduzione della figura dell`attuario, costoso professionista utilizzato già dalle compagnie, ma stavolta pagato dagli assicurati; l`introduzione del reato assicurativo che può portare all`incriminazione penale di quei malcapitati che dovessero sbagliare la compilazione del Cid. Ma non solo: la grande novità «democratica» contenuta nella legge prevede l`obbligo di riparazione dei veicoli presso le officine di gradimento delle compagnie. Insorge anche la Federconsumatori che non manda giù l`aut-aut del ministro e chiede un confronto immediato.
Intanto dall`opposizione l`ex ministro Enrico Letta critica la proposta del centro destra giudicandola non idonea a calmierare i prezzi perché non agevola una maggiore concorrenza. Letta invita la maggioranza ad assumersi le proprie responsabilità se da oltre 7 mesi – da quando cioè il provvedimento è stato sottoposto al parlamento nell`ambito del collegato alla finanziaria – la legge non è ancora stata approvata.
La proposta che vede uniti opposizione e consumatori è quella di un testo unico assicurativo che fissi i diritti e i doveri degli assicuratori istituendo un`autorità seria e credibile che determini le tariffe Rc auto in base a logiche di price-cap. Gli unici a tendere la mano a Marzano sembrano al momento quelli della Codacons che approvano la proposta di un ddl «se si concretizzerà in un blocco delle tariffe assicurative». Intanto però i rincari in ottobre potrebbero arrivare fino al 50% in più rispetto all`anno scorso.
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