6 Ottobre 2000

Rc-auto, stangata del 10%

Letta: senza il blocco le tariffe sarebbero più care

Per fortuna che c?è il blocco delle tariffe. Perché
altrimenti, fanno sapere dal ministero dell?Industria, per gli automobilisti la
stangata sarebbe stata doppia. Ma anche così, con quell?incremento del 9,2%
messo nero su bianco nella relazione previsionale consegnata dal Tesoro alle
Camere, le assicurazioni hanno assestato un bel colpo ai portafogli degli
automobilisti. Tenuto conto che l?inflazione viaggia più o meno attorno al 3%,
il caro-polizze, ha fatto, nel 2000, un balzo in avanti pari a tre volte il
costo della vita. E, in ogni caso, più che doppio rispetto alle altre tariffe
liberalizzate. Le cose sono andate peggio solo sul fronte degli aumenti dei
carburanti con la benzina che, sempre secondo i dati della previsionale, ha
registrato un incremento del 12,7%. Ma, su questo versante, le responsabilità
maggiori sono da imputare ai signori del petrolio, che hanno fatto salire alle
stelle il prezzo del greggio. Per le assicurazioni, invece, il discorso è
completamente diverso. Sul banco degli imputati ci sono soprattutto le
compagnie, spiegano al Codacons, che negli ultimi anni hanno fatto lievitare le
tariffe in modo abnorme. Tanto che, nel marzo del 2000, è intervenuto il governo
con un decreto ad «hoc» per congelare i premi versati dagli automobilisti più
prudenti, quelli che in pratica non hanno fatto denunce di incidenti. Per il
resto, invece, le compagnie hanno adottato i vecchi sistemi, con un conseguente
rialzo delle polizze anche nel 2000. Ma il trend di crescita degli ultimi anni è
davvero impressionante: nel ?96 l?aumento è stato infatti del 9,1%, l?anno
successivo del 9,2%, nel ?98 addirittura del 16,3 fino ad arrivare al 9,2% del
2000. Con buona pace del blocco delle tariffe. Per la verità, spiegano al
ministero del Tesoro, le cifre della previsionale sono condizionate da tre
elementi. Primo, l?effetto trascinamento degli aumenti tariffari che ci sono
stati alla fine del ?99. Secondo, il blocco è cominciato solo a marzo, e quindi,
il primo trimestre ne è rimasto escluso. Terzo, gli effetti del congelamento
delle tariffe saranno visibili solo a consuntivo, vale a dire nel marzo del
2001, quando il governo scongelerà i premi.
Anche l?Ania, l?associazione di
categoria delle assicurazione, ridimensiona l?allarme del ministero del Tesoro:
«Una previsione, spiegano in un comunicato, che non tiene conto del blocco delle
tariffe e dei premi di rinnovo e che, è frutto di una stima del tutto teorica».
In sostanza, aggiunge l?Ania, l?aumento a fine anno dovrebbe essere
sensibilmente inferiore rispetto a quello indicato dalla relazione previsionale.
E, per dare peso alla sua difesa, nel comunicato l?associazione spiega che, «per
misurare l?aumento dei prezzi è necessario fare riferimento ai premi raccolti a
fine esercizio facendo la tara dell?incremento dei mezzi circolanti, della
variazione delle loro caratteristiche tecniche e dal progressi ampliamento delle
garanzie, con la tendenza ad assicurarsi per massimali più elevati rispetti ai
lmiti obbligatori».
I conti, insomma, andranno fatti a marzo del 2001. Ma,
intanto, il Tesoro non esita a far suonare più di un campanello di allarme sul
fronte dell?inflazione, soprattutto per «il permanere di fattori strutturali che
determinano una maggiore dinamicità dei prezzi soprattutto nei servizi privati,
dove permangono settori caratterizzati da scarsa concorrenzialità». Un accusa
condivisa, del resto, anche dall?Antitrust che, nei mesi scorsi,ha inflitto una
maxi-multa a un numero consistente di compagnie di assicurazioni. Soldi che,
secondo quanto stabilito nella Finanziaria appena varata dal governo, dovrebbero
rientrare già nel 2001 nelle tasche dei consumatori direttamente colpiti dal
caro-polizze. Sui tempi del rimborso pesa, però, l?incognita Tar, il Tribunale
amministrativo regionale, che dovrà dire l?ultima parola sul verdetto
dell?Antitrust. Solo nei giorni scorsi, infatti, le compagnie hanno presentato
il loro ricorso contro la decisione dell?autorità che vigila sul mercato guidata
da Giuseppe Tesauro.

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