24 Gennaio 2003

RcAuto, prime sentenze a favore degli assicurati

Il giudice di pace ordina due rimborsi Roma fa da apripista: le compagnie “condannate“ a pagare 250 e 507 euro

RcAuto, prime sentenze a favore degli assicurati





Una partita da un miliardo e 300 milioni di euro. Tra imprese assicuratrici e consumatori il braccio di ferro è alla stretta finale: proprio ieri a Roma ci sono state le prime due sentenze favorevoli agli assicurati emesse dai giudici di pace della Capitale. Due decisioni da 250 e 507 euro, che però, di riflesso, riguardano 38 milioni di utenti in tutta Italia che avrebbero diritto al rimborso di una quota della RcAuto, se presentassero ricorso. «Finora la sola Unione Nazionale Consumatori che difende gli assicurati ha raccolto 5.000 richieste a Roma, altre 20.000 nel Lazio e 250.000 in Italia», racconta il presidente Vincenzo Dona. Presentare ricorso è semplice: il modulo si può trovare anche su Internet al sito dell`Unione Nazionale dei Consumatori (www.consumatori.it). «Noi, però, consigliamo di presentare richiesta con una raccomandata all`assicurazione e, in caso di esito negativo, di rivolgersi a noi. L`assistenza è offerta in cambio del pagamento della quota associativa di 25,82 euro», aggiunge Dona che denuncia «pesanti pressioni politiche da parte delle compagnie».
Tutto è cominciato con una pronuncia dell`Antitrust che ha disposto il rimborso del 15% del premio RcAuto da parte di 17 compagnie che avrebbero formato un cartello facendo lievitare le tariffe a danno dei consumatori. È stato il primo passo che ha sollevato, però, una bagarre infinita: se le pretese degli assicurati fossero soddisfatte, per le società significherebbe un colpo non da poco. Secondo alcuni, addirittura, si potrebbe arrivare al crollo.
Così sono cominciati i ricorsi. Poi le pronunce dei giudici di pace che, però, come è successo a Roma (ma anche a Napoli e in altre città), danno ragione agli assicurati. Tutto risolto? Neanche per idea. Proprio ieri, Fabio Cerchiai, il presidente dell`Ania (l`associazione delle società di assicurazione) durante un`audizione al Senato è stato categorico: «Non c`è spazio per il dialogo perché non c`è il presupposto del danno. È del tutto ingiusto prelevare anche un solo euro». Così l`Ania non si presenterà all`incontro del 3 febbraio con le associazioni dei consumatori. A incidere sull`aumento dei premi, spiega il presidente Ania, sono i costi: «Il ritmo della crescita per il risarcimento sinistri non è lontano dal 75% dal `95 al 2000». Insomma, siamo al muro contro muro e anche chi ricorre al giudice di pace rischia di dover affrontare onerose spese processuali (a meno che le associazioni organizzino ricorsi in forma collettiva per tenere testa alle compagnie fino alla Cassazione). L`Intesa dei consumatori punta anche a ottenere un bonus sulle polizze che saranno stipulate in futuro, uno sconto del 20% sulla franchigia o anche un diverso scatto sul bonus/malus. Altrimenti si preparano azioni di boicottaggio nei confronti delle compagnie sanzionate.

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