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5 Novembre 2001

RcAuto, polemiche dei consumatori

Bocciate le proposte di riforma
RcAuto, polemiche dei consumatori: «Il Governo sbaglia»

ROMA – Prima bocciatura per le proposte del Governo in materia di riforma dell`Rc auto. Non si sono fatte attendere le reazioni delle associazioni degli utenti e dei consumatori alle indicazioni, fornite sabato dal sottosegretario alle Attività Produttive Mario Valducci, che ha annunciato una revisione della materia da inserire nel collegato alla Finanziaria e una verifica sugli aumenti tariffari applicati dalle compagnie. Per la Federconsumatori le misure sono «inaccettabili» e per il Codacons sono «del tutto insufficienti». Per il segretario della Federconsumatori Rosario Trefiletti «non si possono seminare dubbi rispetto ai dati pubblicizzati dalle tariffe in vigore al primo gennaio 2002 e le relative comparazioni al luglio 2001. Peccato che nessuno abbia informato il sottosegretario che quei dati, forniti dalle stesse società assicuratrici, siano stati elaborati dal suo stesso ministero e quindi forniti al Consiglio nazionale consumatori e utenti che li ha pubblicizzati».

L`altra questione, sulla quale punta l`indice Federconsumatori, «è che affermando che le soluzioni a questo problema, anche le migliori, potranno avere ricadute positive sulle tariffe tra un anno e mezzo si smentisce clamorosamente la compatibilità con il tasso di inflazione programmato per il 2002 e pari all`1,7%».
Negativa anche la risposta del Codacons. «Gli automobilisti continuano ad essere trattati come carne da macello per le compagnie di assicurazione». In primo luogo, il Codacons chiede più concorrenza. «Il mercato va aperto ad operatori stranieri, rendendo il settore più concorrenziale a favore dell`utente che deve essere libero di rivolgersi a chi pratica le tariffe più convenienti». L`Ania, inoltre, deve concedere una «conciliazione» anche per le cause superiori ai 30 milioni di lire e deve essere creata una forma di assicurazione atipica, consistente in una fideiussione bancaria di valore pari al massimale previsto dalla legge, «con un inevitabile allargamento del mercato assicurativo grazie al coinvolgimento del settore bancario e finanziario».

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