5 Febbraio 2003

Rc-auto: le compagnie erano in combutta

Rc-auto: le compagnie erano in combutta, per questo sono state multate dall`Antitrust. E ora una legge per evitare il diluvio di cause da parte degli automobilisti sarebbe “strana“.

Il presidente dell`Autorità che tutela la concorrenza Giuseppe Tesauro ribadisce le motivazioni che hanno portato alla condanna delle compagnie assicurative: «Un cartello non si fa per abbassare le tariffe e sorrido quando gli assicuratori dicono di non aver fatto un cartello». Quella sanzionata era «tecnicamente – spiega Tesauro a margine di un`audizione alla Camera sulla nuova legge contro la pubblicità ingannevole – un`intesa tra le compagnie di assicurazione volta allo scambio di informazioni sensibili riguardanti le tariffe. Non sono state sanzionate le tariffe in quanto tali ma il rischio potenziale che un`intesa, come qualsiasi intesa o cartello, porta. Nessuno fa un cartello per abbassare le tariffe. Ora – aggiunge il presidente – la decisione è nelle mani della magistratura: davanti ai giudici di pace i consumatori assumono di aver subito un danno. È un accertamento del giudice e dipende dai singoli casi. Non era compito nostro». Infine Tesauro esprime dubbi sull`ipotesi di intervenire per via legislativa sul potenziale contenzioso utenti-compagnie: «Mi sembra strano», afferma.

«Tesauro conferma, al di là dei sofismi sulla differenza tra cartello e intesa, che le compagnie hanno aumentato le tariffe più di quanto sarebbero aumentate se si fossero fatte concorrenza», afferma Elio Lannutti per Intesa Consumatori: «Le compagnie saranno sommerse dai ricorsi e da spese legali più costose dei rimborsi».

Il governo si schiera con un invito che suona come un ultimatum: «Le associazioni di consumatori – osserva il ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano – avrebbero tutto da perdere se si riversassero sulle compagnie assicurative costi che queste poi trasferirebbero sulle tariffe. E questo perché l`assicurazione Rc è obbligatoria, quindi non si può pensare che se i prezzi aumentano la domanda crolla. La domanda è rigida. L`altra metà del messaggio va alle compagnie assicurative: siano moderate sul fronte delle tariffe. Non conviene essere impopolari. In Parlamento si esprimono voci di protesta che possono poi spingere anche a provvedimenti».

Pubblicità ingannevole: per rafforzare i poteri dell`Autorità guidata da Giuseppe Tesauro è all`esame di Montecitorio una proposta di legge (primo firmatario il diessino Giuseppe Giulietti). La proposta di legge che, ad esempio, prevede sanzioni da 1.000 a 50.000 euro che andranno pagate entro un termine prestabilito. Il rischio previsto, in caso di inottemperanza ai provvedimenti dell`autorità, rischierebbe l`arresto (fino a 3 mesi) e una pena di 3.582 euro. Tesauro ha suggerito alcuni punti su cui affinare la proposta. «Spesso – ha ammesso inoltre il presidente dell`Antitrust – invece che alla Procura della Repubblica siamo più propensi a rivolgerci alla Rai, o a Striscia la Notizia che in una sola serata risolvono il problema. Ma così si fanno processi sommari. Noi invece dobbiamo fare i conti con i giudici». Tesauro ha anche bocciato l`albo degli informatori del farmaco in via di istituzione.

Buone notizie sul fronte telefonico. Sta per cadere uno degli ultimi balzelli per gli italiani, quello delle tariffe per le chiamate da fisso a mobile, per le quali si paga una somma sia al gestore fisso (denominata retention), sia a quello di telefonia mobile (detto costo di terminazione). Anche se rimarrà il sistema a doppio canale, oggi il consiglio dell` Autorità per le Comunicazioni è chiamato ad approvare un provvedimento di riduzione di entrambe le quote, che porterà nell`arco di tre anni risparmi stimati per le famiglie pari ad un miliardo di euro. Anche se l`impianto di riduzione è infatti definito (un taglio di poco meno del 10\%), il provvedimento riguarderebbe solo gli operatori notificati, il che vuol dire per il momento Tim e Vodafone-Omnitel per il mobile, Telecom Italia sul fisso. Per il mobile, la riduzione si attesterà ad una cifra vicina al 10\% all`anno da modulare poi nell`arco di tre anni. In totale il costo medio per minuto (comprensivo di entrambe le quote) si aggirerà su 20 eurocent.

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