RcAuto ,in Italia le polizze più salate Compagnie nel mirino dell’ Antitrust
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Le assicurazioni Rc Auto in Italia costano in media 213 euro in più rispetto ai quattro maggiori paesi europei: Francia, Spagna, Germania e Inghilterra. Quello che incide sul differenziale sono il costo dei sinistri, in particolare il costo di quelli alle persone, e la maggiore tassazione. Lo afferma l’ Ania, l’ associazione delle imprese assicuratrici, che ha pubblicato uno studio. E la conferma arriva dal presidente dell’ Antitrust Giovanni Pitruzzella, intervistato ieri da Radio1 Rai: «In Italia abbiamo il costo delle polizze più elevato d’ Europa – ha detto -. È indiscutibile ed è una situazione insopportabile per il consumatore. Questo è dovuto aduna molteplicità di fattori tra cui il fatto che ci siano molte frodi, c’ è un problema dei costi dei risarcimenti a causa delle entità previste dalle tabelle specifiche. Bisogna però agire anche sul fronte delle compagnie di assicurazioni che non fanno ancora abbastanza- ha aggiunto -. È necessario stimolare una maggiore concorrenza e favorire comportamenti più efficienti nella lotta alle frodi». «Le assicurazioni hanno avuto dei comportamenti non particolarmente efficienti in questa lotta quindi molte delle misure del governo, se correttamente attuate, possono servire ad affrontare correttamente il problema. Va continuato il processo di riforma», ha concluso Pitruzzella. In Italia il prezzo medio è di 491 euro, 213 euro in più rispetto alla media di 278 euro nei quattro maggiori Paesi europei: Francia, Spagna, Germania e Regno Unito. Se si prendono in considerazione solo le auto, gli Italiani pagano 526 euro, mentre nei 4 big europei si scende a 291 euro. Per le moto siamo a 279 euro in Italia contro 150 euro. Ma le assicurazioni non vogliono essere indicate come le principali responsabili di questi differenziali. «A incidere – ha sottolineato il presidente della Commissione Auto Ania Alessandro Santoliquido – è per il 60% il costo del sinistro». In Italia – si legge nello studio- i risarcimenti sono decisamente più alti. In particolare i risarcimenti per caso di morte sono 4 volte più alti rispetto agli altri Paesi (649 mila euro rispetto a 138 mila euro negli altri paesi), più alto anche il livello del danno patrimoniale a possibili beneficiari(50-60 mila euro contro 30-40 mila de «Se il governo vuole che il sistema di garanzie sia alto è legittimo – osserva il presidente Ania Aldo Minucci – quello che non è legittimo è farlo pagare alle assicurazioni, perché questa scelta ricade sui prezzi». L’ altro elemento tipicamente italiano sono le frodi che incidono per il 40-45% sull’ aumento. Segue il rischio stradale aggravato da comportamenti pericolosi come l’ uso del cellulare e il non -uso delle cinture posteriori (lo fa solo il 10%), che da solo vale il 25-30% dell’ aumento. L’ Ania conclude che le norme decise dal decreto Destinazione Italia (art. 8), ora allo studio delle commissioni Finanza e Attività Produttive della Camera, sono troppo «impositive» in tema di sconti e di obblighi impartiti alle assicurazioni violando «i principi di libertà tariffaria e contrattuale». Per il Codacons «le convenzioni tra carrozzerie ed assicurazioni sono indispensabili per annientare il “mercato dei sinistri” e la crescita artificiosa dei risarcimenti». Sulla necessità di modifiche concordano, sul fronte opposto, i carrozzieri, che hanno manifestato ieri di fronte a Montecitorio e in sit-in al Ministero dello Sviluppo economico a Roma, con Cna, Confartigianato, Casartigiani e 42 parlamentari. Contestano la facoltà per le assicurazioni di scegliere la carrozzeria e la norma che prevede il divieto di cessione del credito al carrozziere. Norme che «mettono a rischio 17 mila imprese e 60 mila posti di lavoro».
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