28 Agosto 2002

Rc-auto, i consumatori “vogliono“ Berlusconi

«MARZANO NON CI BASTA»

Rc-auto, i consumatori ?vogliono? Berlusconi

mentre al Senato parte un?indagine sui rincari

ROMA ? Ogni giorno porta nuova benzina al fuoco delle polemiche sull?inflazione. Per allacciare il dialogo con le associazioni dei cittadini, molto critiche sull?operato del governo in materia di prezzi e tariffe, il ministro delle Attività produttive, Marzano, ha indetto per il 4 settembre un incontro con il Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti). Ma l?Intesa, che raccoglie sigle “storiche“ come Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons, fa sapere che non si siederà al tavolo del confronto se il premier Berlusconi non garantirà la sua presenza. In un duro comunicato, l?Intesa bolla come «provocatoria e tardiva» l?iniziativa di Marzano, dopo che «quest?ultimo, competente per materia, ha ignorato le denunce dei cittadini per otto mesi e ha assunto posizioni pubbliche per ridimensionare il problema del carovita». Di prezzi, Rc-auto, e metodi di rilevazione dell?Istat – ribadiscono le quattro associazioni – si dovrà discutere direttamente con il presidente del Consiglio, altrimenti è meglio non farne nulla. Confermata, poi, una protesta che si spera sia più ampia possibile: lo sciopero dei consumi, cioè una giornata di stop agli acquisti (tranne quelli assolutamente necessari), programmato per il 12 settembre, che potrà contare sull?appoggio della Cgil.
Intanto l?ondata di malcontento, dopo l?ennesimo preannuncio di rincari dell?assicurazione per le quattroruote, sta facendo breccia nelle forze politiche. Una commissione d?indagine sulle impennate della Rc-auto verrà costituita al Senato. Il presidente Pera è d?accordo e il 3 settembre si riunirà il vertice della commissione Attività produttive per avviare i lavori. Il numero uno di questa commissione, Francesco Pontone (An), spiega che obiettivo dell?indagine è accertare come funzionano le compagnie e quanto guadagnano, se c?è equilibrio tra offerta e prezzi, quali strumenti adottare a tutela degli utenti. Saranno ascoltati Ania, Isvap, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Regioni e consumatori. Secondo Pontone, «occorre bloccare un fenomeno che ha assunto proporzioni gigantesche e che danneggia i cittadini, in particolare nel Mezzogiorno, dove c?è il record di crescita delle tariffe». E Forza Italia suona l?allarme sui costi dei premi contro i furti: gli automobilisti pagano nove volte più del dovuto.
Per frenare i rincari Marzano ha evocato il ricorso a un decreto legge, ma il pacchetto di norme che riforma tutta la materia, fermo da parecchi mesi in Parlamento, potrebbe essere disincagliato a giorni. «Faremo il massimo sforzo – promette il relatore, senatore Bettamio (Fi) – affinché venga approvato entro settembre, anche tramite i tempi contingentati». Intanto l?Ania, associazione delle compagnie, chiede che riprendendo in mano i fili della riforma l?aula di Palazzo Madama reintroduca alcune novità suggerite dalle assicurazioni ma accantonate dalla Camera. Si tratta della riparazione diretta dei veicoli danneggiati in officine convenzionate e dell?esclusione dal risarcimento dei “costi legali“, se il sinistro viene liquidato entro i termini fissati dalla legge. Due modi per risparmiare su oneri definiti tra i più alti d?Europa, che – secondo le aziende – hanno subìto ulteriori aumenti, tanto da provocare a tutto il settore una perdita di 416 milioni di euro nell?ultimo anno.
Tra compagnie e consumatori, però, resta il muro contro muro, tanto che una delle associazioni degli utenti, l?Adoc, chiama in causa l?Antitrust per verificare se esiste un cartello delle imprese, che alimenti i rincari dei premi. Nel recente passato le compagnie hanno ricevuto una multa da 700 miliardi di lire per violazione della concorrenza, ma tra ricorsi e controricorsi ancora non l?hanno pagata. Misure concrete contro i rincari vengono sollecitate anche dai partiti d?opposizione, ma la Cgil è scettica su un eventuale blocco di prezzi e tariffe per decreto, perché – fa presente – verrebbe subito annullato dalla Ue.

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