Rc auto: vittoria per le compagnie
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fonte:
- Gazzetta di Parma
Per la Ue illegale il blocco delle tariffe. Ora potrebbero chiedere un rimborso
BRUXELLES – No ai blocchi delle tariffe, sì alle banche dati nazionali nel settore assicurativo. Sono questi i due riferimenti giuridici creati dalla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee sulla normativa italiana per la Rc auto. Punti di riferimento laconici ma potenzialmente gravidi di conseguenze e sviluppi come le possibili richieste di indennizzo da parte delle compagnie assicurative o altre procedure di infrazione da parte della Commissione europea.
No alle tariffe calmierate. «La repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza della direttiva». Con questa frase, la Corte di Lussemburgo che vigila sulla corretta applicazione del diritto comunitario ha bocciato il decreto legge con cui nel marzo 2000 l`allora governo di centro-sinistra aveva cercato di contenere le spinte inflazionistiche congelando per un anno i premi dell`assicurazione auto obbligatoria.
Una sentenza che sfonda una porta aperta, dato che la parte del decreto numero 70 del 28 marzo 2000 relativa a quel blocco della Rc auto è scaduta _ come previsto _ dopo 12 mesi. E non è stata rinnovata dal governo che anzi ha fatto sapere _ per bocca del ministro alle Attività produttive Antonio Marzano _ che «la sentenza della Corte conferma la nostra opposizione a misure dirigiste e contrarie ai principi del libero mercato».
Con il suo ricorso portato sino in fondo contro l`Italia, la Commissione europea ha ottenuto però che i giudici comunitari sancissero il principio della «libertà tariffaria» previsto anche per la responsabilità civile (Rc) auto da una direttiva Ue del 1992.
Un punto fermo che fa aumentare le possibilità di successo di ricorsi contro blocchi tariffari futuri e attuali come quelli in vigore in Belgio, Francia e Lussemburgo, tre Paesi divenuti ora possibili bersagli di procedure di infrazione da parte di Bruxelles. Inoltre le compagnie d`assicurazione stanno pensando se chiedere i danni per i mancati introiti, come ha confermato il presidente dell`Ania Fabio Cerchiai.
Si` alle banche dati. «Il ricorso è respinto»: così i giudici della Corte di giustizia hanno liquidato le contestazioni che l`esecutivo europeo aveva mosso contro la banca dati costituita in Italia presso l`Isvap (e a spese delle stesse compagnie) per combattere le frodi assicurative in questo settore. A differenza del blocco delle tariffe, questa parte del decreto sull`obbligo delle compagnie di comunicare i dati sui sinistri dei propri assicurati non ha scadenza e prevede anche sanzioni in caso di comunicazione tardiva dei dati.
Intanto _ secondo le associazioni dell`Intesa dei consumatori _ «gli incontri informali tra Ania e Intesa dei consumatori non hanno portato finora a nessun accordo, perchè non è stato trovato alcun compromesso sul fondamentale problema dei rimborsi dell`Rc auto».
I consumatori hanno ribadito anche il secco no al decreto «salva compagnie» approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 7 febbraio.
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