22 Ottobre 2018

Rc auto, utenti salernitani tra i più tartassati d’Italia

 

È ancora stangata Rc auto per i guidatori salernitani, le cui tariffe seguono la media regionale, la più alta d’Italia. Magra consolazione: l’eventuale introduzione della tariffa unica non colpirebbe gli utenti campani, essendo ipotizzata per livellare le disparità. A rispolverare il tema è il Codacons, pubblicando la classifica dei territori più tartassati dalle compagnie, elaborata sui dati Ivass del II trimestre 2018. La Campania è sempre maglia nera, con un premio medio annuo di 532,9 euro. Ma non finisce qui. «Se la provincia di Salerno corrisponde alla media campana – spiega l’avvocato Matteo Marchetti, vice presidente nazionale Codacons – la città ha una media più alta, 600-650 euro. Dobbiamo considerare che la media di 532 euro non può essere quella di chi ha classi di merito alte, ma per chi ha le classi migliori».
Ma in ogni caso «pure se i prezzi in provincia di Salerno sono leggermente inferiori rispetto a quelli della provincia di Napoli, restano altissimi rispetto al resto d’Italia». E fa riflettere di nuovo la differenza tra la regione più economica (Valle d’Aosta) e la Campania. Ogni assicurato campano paga un premio maggiore di 237,3 (+80,3%). In compenso, la regione dove – su base annua – le tariffe crescono di più è la Liguria (+1,2%); quella dove calano di più è proprio la Valle D’Aosta (-1,9%). A livello provinciale, invece, Oristano è la meno cara (294,8 euro); Napoli la più costosa (622,9 euro), gravata da una media superiore del 111,3% rispetto alla tariffa sarda.
«Forbice che continua ad estendersi – osserva il Codacons – nonostante a Caserta e Napoli, rispettivamente il 60% e il 54% delle polizze contratte preveda la scatola nera». E sono dolori per i neopatentati di alcune province italiane: la città più conveniente risulta Aosta (517,6 euro), mentre a Prato la media è di 1.077,2 euro, seguita da Napoli (974,8 euro) e Pistoia (969,2 euro).
Ma un capitolo a parte riguarda il possibile varo della tariffa unica, ventilata dal governo in questi mesi. Un obiettivo di cui si parla per la prossima manovra. Nelle intenzioni sarebbe una misura di riequilibrio territoriale, per agevolare regioni svantaggiate come la Campania. Ma il Codacons attacca il progetto, mettendo in guardia dagli effetti complessivi. «Non solo il nord Italia. I possibili incrementi delle tariffe rc auto in caso di “tariffa unica” – sostiene la sigla dei consumatori – colpirebbero in modo particolare le regioni più piccole. Oggi il premio medio Rc auto in Italia è pari a 411 euro, in aumento del +0,5% rispetto al trimestre precedente. Le tariffe sono tuttavia estremamente diversificate sul territorio e si scopre che le polizze costano sensibilmente meno rispetto alla media non solo al Nord, ma in tutte le regioni più piccole: Basilicata e Molise compaiono infatti assieme alla Valle d’Aosta nei primi posti della classifica dove l’Rc auto costa di meno. Proprio gli automobilisti che risiedono in tali regioni sono quelli che rischiano rincari dei prezzi assicurativi in caso di “tariffa unica”». E Marchetti precisa: «Mentre la tariffa unica comporterebbe possibili aumenti su base nazionale, la Campania potrebbe trarne quasi sicuramente un beneficio. Ma molte altre regioni possono essere penalizzate, e neanche questo è giusto». «E poi – aggiunge – può accadere che le compagnie, laddove aumentano le tariffe da una parte e la abbassano da un’altra, addirittura vadano a incrementare i profitti, a danno del consumatore nazionale. E qui l’antitrust deve vigilare. Le assicurazioni non dovranno approfittare del nuovo sistema tariffario, cosa accaduta negli anni passati. Non dimentichiamo che nel 2000-2001 il Consiglio di Stato accertò che c’era stato un cartello sui prezzi delle varie compagnie».
Il vicepresidente rivendica che il Codacons ha «fatto sempre una battaglia su chi avesse le classi migliori di merito, e detto che l’assicurazione non poteva essere così alta come è. In particolar modo per i motoveicoli nuovi, le assicurazioni sono improponibili, hanno una media di 7-800 euro l’anno. Quindi in certi casi superano perfino i 1000 euro. Per quanto riguarda le autovetture, è la stessa cosa, in misura leggermente minore». «Va contro la Costituzione – chiosa Marchetti – il discorso che un guidatore attento, che non ha compiuto sinistri, debba pagare cifre così alte. Giusto penalizzare chi è responsabile di incidenti, senza parlare di casi più gravi puniti penalmente. Ma noi parliamo di persone che si comportano bene, non organizzano truffe ai danni delle compagnie».
Gianmaria Roberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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