Rc auto: ultimatum Ue all`Italia
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fonte:
- La Sicilia.it
«Un limite all`ingresso di compagnie straniere». I consumatori: «Norma giusta»
La Commissione europea torna alla carica contro la legislazione italiana sull`Rc auto. Con un “parere motivato“ supplementare inviato a Roma, Bruxelles ribadisce l`incompatibilità con le normative Ue della legge che impone a tutte le compagnie attive in questo ramo in Italia di fornire un`assicurazione obbligatoria sulla responsabilità civile auto per qualsiasi tipo di rischio.
Da tempo la legislazione in questione è nel mirino dell`Esecutivo Ue, che aveva inviato a Roma il primo parere motivato (seconda fase della procedura d`infrazione) già nell`ottobre 2005. Sotto accusa il cosiddetto “obbligo a contrarre e a tariffare“, cosa che secondo il Commissario Ue al Mercato interno, Charlie McCreevy, limita la concorrenza e l`ingresso in Italia di compagnie straniere.
In base alla normativa in vigore, infatti, tutte le compagnie che esercitano l`assicurazione Rc auto in Italia (quindi anche quelle straniere interessate ad entrate nel mercato) sono obbligate a fornire un`assicurazione a chiunque lo richieda e a prevedere tariffe per tutte le tipologie di rischio. Una peculiarità tutta italiana, che impone alle compagnie di prevedere polizze per ogni tipo di automobilista, per ogni zona del Paese, e per ogni tipo di veicolo, inibendo così alle aziende la possibilità di specializzarsi solo in un settore o solo in un`area.
Nella risposta al parere dello scorso ottobre – scrive Bruxelles in un comunicato diffuso oggi – l`Italia ha “per lo più ribadito che le norme sono necessarie affinchè tutti gli automobilisti possano ottenere l`assicurazione in tutte le parti d`Italia“. Da parte sua, l`Esecutivo Ue sottolinea che anche se “i motivi di tutela dei consumatori e di ordine pubblico possono giustificare restrizioni alle libertà fondamentali, esistono mezzi meno restrittivi per raggiungere tale obiettivo“. Il Governo italiano ha adesso due mesi per rispondere, pena il deferimento alla Corte di Giustizia Ue.
A sollecitare il mondo politico è del resto anche l`Ania, l`associazione delle compagnie assicuratrici, che pur non schierandosi a favore della Commissione, chiede alla politica di riflettere e di trovare soluzioni al problema, che “sicuramente esistono“. Secondo il direttore generale Giampaolo Galli, infatti, “ci sono dei modi tecnici, alcuni sperimentati anche in altri Paesi europei, che possono risolvere il problema. La questione richiede una decisione da parte della politica“.
Contro la spinta della Commissione verso il mercato interviene invece l`Adoc: “Se fosse applicata – afferma l`associazione dei consumatori – ci troveremmo nella parossistica situazione di essere obbligati a contrarre l`Rc auto per guidare, ma, magari a Napoli, non trovare nessuna compagnia disposta ad assicurarci“. Critico anche il Codacons: “Se si vuole eliminare questa legge che garantisce la copertura assicurativa su tutto il territorio – afferma l`associazione – allora deve essere eliminata anche l`obbligatorietà dell`Rc auto a carico degli automobilisti“. In caso contrario, spiega, “la parte debole, ossia l`assicurato, diverrebbe ancora più debole e potrebbe vedersi rifiutare un`assicurazione solo perchè risiede in una zona poco gradita alle compagnie, pur essendo obbligato a stipulare una polizza Rc auto“.
Anche l`Isvap si dice “preoccupata per la posizione di Bruxelles sulla normativa italiana in materia di Rc auto: la cancellazione dell`obbligo a contrarre da parte delle compagnie creerebbe una ingiustificata asimmetria tra assicuratori e assicurati ad esclusivo vantaggio dei primi e con pesanti effetti sociali“. A sostenerlo è lo stesso presidente dell`Isvap, Giancarlo Giannini.
“La procedura d`infrazione a carico dell`Italia – spiega Giannini – nasce dalla elusione dell`obbligo a contrarre attuata da 6 compagnie (due straniere e quattro italiane) nei confronti delle quali l`Isvap ha avviato nel corso del 2003 una procedura sanzionatoria. Parliamo di compagnie che chiedevano agli automobilisti residenti nel sud Italia premi fino a 10 mila euro annui“. Ma, “data la specificità del mercato italiano – che già penalizza sul piano tariffario intere fasce di utenza (i giovani) e ampie zone territoriali (soprattutto del sud Italia) – l`abolizione dell`obbligo a contrarre da parte delle compagnie rischia di determinare rilevanti conseguenze sociali“. Per Giannini i rischi sono “che un`ampia parte della popolazione resti priva di copertura e che le relative tariffe si impennino, proprio in un momento in cui le stesse sono già in risalita“ e che “l`aumento del fenomeno dell`abusivismo e dei pirati della strada, con conseguente aggravio dei risarcimenti a carico del Fondo Vittime della Strada i cui oneri, inevitabilmente, ricadrebbero sull`intera utenza“.
Pur “comprendiamo le ragioni di principio della Commissione Ue“, improntate alla tutela della concorrenza, il presidente dell`Isvap sottolinea che queste devono “trovare un equilibrio con la necessità di tutela dei consumatori, assicurati e danneggiati, calandosi nelle specifiche realtà nazionali“.
In merito all`auspicata adozione di meccanismi compensativi, in uso in alcuni Paesi Ue, Giannini spiega che “essi appaiono di difficile importabilità e si sono dimostrati, in alcuni casi, di dubbia efficacia“. “L`Isvap – conclude comunque Giannini – continuerà a dare all`Autorità competenti tutto il supporto tecnico necessario per sostenere le obiettive ragioni dell`Italia su questa delicata materia“.
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