13 Ottobre 2006

RC AUTO: UE, ITALIA DOVRA` RISPONDERE A CORTE GIUSTIZIA

RC AUTO: UE, ITALIA DOVRA` RISPONDERE A CORTE GIUSTIZIA/ANSA









(ANSA) – BRUXELLES, 12 OTT – Si concluderà davanti alla

Corte di Giustizia europea la vertenza tra la Commissione Ue e

l`Italia sul nodo dell`RC Auto: Bruxelles ha infatti deferito

oggi Roma ai giudici di Strasburgo riguardo alla legge che

obbliga tutte le compagnie assicurative attive nel settore a

offrire polizze per tutte le categorie di assicurazioni in tutte

le Regioni.

“La Commissione ha ricevuto numerose proteste da società

secondo cui questo è un ostacolo all`accesso al mercato

italiano – scrivono gli esperti di Bruxelles -. L`obbligo a

contrarre è legato a un obbligo, al quale sono soggette le

compagnie assicurative, di calcolare le proprie tariffe

conformemente alle basi tecniche utilizzate per la definizione

dei premi nel corso degli ultimi cinque esercizi“.

Secondo la Commissione, “questa regolamentazione delle

tariffe è contraria al principio della libertà tariffaria

sancito dalla Terza Direttiva Assicurazione Non Vita del 1992“

e già confermato dalla Corte nella causa Commissione Ue contro

Italia. Inoltre, prosegue la nota, “dato che la norma in

materia di controllo delle tariffe si applica anche alle imprese

aventi sede in altri Stati membri, la Commissione ritiene che il

regime sia contrario anche al principio fondamentale del mercato

interno rappresentato dal controllo da parte del Paese

d`origine“.

Infine, la Commissione ritiene che “l`obbligo a contrarre

costituisca, in quanto tale, una limitazione ingiustificata dei

principi di libertà di stabilimento e di libera prestazione di

servizi contenuto“. Bruxelles, quindi, ritiene che

“l`abolizione dell`obbligo a contrarre aumenterà la

concorrenza nel settore dell`assicurazione auto, apportando

così benefici ai consumatori in termini di più ampia scelta di

operatori e premi più bassi“.

La decisione annunciata oggi non è un fulmine a ciel sereno.

Già nel luglio del 2004 la Commissione Ue aveva inviato all`

Italia una lettera di `messa in mora` (prima fase della

procedura d`infrazione), alla quale ne era seguita un`altra nel

dicembre dello stesso anno. Poi, nell`ottobre del 2005, era

scattata la seconda fase della procedura, con l`invio all`Italia

di un `parere motivato` (ultimo stadio prima del ricorso alla

Corte), al quale ne era seguito un altro lo scorso aprile.

“Nella loro risposta, le autorità italiane hanno sostenuto

principalmente che le norme in questione sono necessarie a

garantire che tutti gli automobilisti possano ottenere la

copertura assicurativa in tutte le parti d`Italia – osserva la

Commissione Ue -. Pur ammettendo che considerazioni di tutela

dei consumatori e di ordine pubblico possano giustificare certe

restrizioni delle libertà fondamentali, la Commissione ritiene

che questo obiettivo possa essere conseguito con metodi meno

restrittivi“.

E ciò “é dimostrato fra l`altro – conclude la nota -, dal

fatto che il problema dell`assicurazione degli automobilisti ad

alto rischio è stato affrontato da altri Stati membri con

metodi che sembrano prendere in considerazione le circostanze di

ciascun caso individuale e interferiscono meno pesantemente con

la libertà commerciale delle imprese di assicurazione“.

Per l`Ania, l`associazione delle compagnie di assicurazione,

la decisione di Bruxelles era “largamente prevedibile“ poiché

il punto di vista della Commissione su questo tema “é noto da

tempo“.

“Comprendiamo le ragioni che hanno ispirato la normativa

italiana volta a facilitare per tutti i cittadini la

possibilità di ottemperare all`obbligo assicurativo“, ha

dichiarato il presidente dell`associazione, Fabio Cerchiai.

“Comprendiamo d`altra parte le ragioni della Commissione,

secondo la quale, per tutelare questo diritto/dovere, esistono

meccanismi meno distorsivi della concorrenza e del mercato,

peraltro ampiamente sperimentati nella generalità degli altri

Paesi europei“, ha aggiunto. La scelta fra queste due istanze,

ha concluso, “spetta alla politica ma, per parte nostra,

riteniamo che esistano mediazioni possibili fra Italia ed Europa

e siamo disponibili ad offrire ogni contributo tecnico per

risolvere il problema“. Da parte sua, il presidente del

Codacons, Carlo Rienzi, ha sottolineato che, “se si vuole

eliminare questa legge che garantisce la copertura assicurativa

su tutto il territorio, allora deve essere eliminata anche

l`obbligatorietà dell`Rc Auto a carico degli automobilisti“.

“La parte debole, cioé l`assicurato, diverrebbe ancora più

debole, e potrebbe vedersi rifiutare un`assicurazione solo

perché risiede in una zona poco gradita alle compagnie“, ha

concluso Rienzi, chiedendo quindi che venga eliminata

l`obbligatorietà dell`assicurazione per gli automobilisti.

(ANSA).

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