“Rc auto troppo cara”
MILANO – L’ ANTITRUST accende un faro sul caro-polizze dell’ Rc auto e il Garante dei prezzi applaude, insieme alle associazioni dei consumatori. Qualcosa non ha funzionato negli interventi sul settore degli ultimi 5 anni: i costi sono «aumentati nonostante le riforme», rileva l’ Authority guidata da Antonio Catricalà, che ha quindi avviato un’ indagine conoscitiva per individuare «possibili aree di criticita» e «proporre azioni ed interventi idonei a rimuovere eventuali ostacoli». Per le polizze Rc auto, infatti, «dal 2009 al 2010 si sarebbero registrati aumenti medi del 15%, con punte sino al 22% per i ciclomotori e di oltre il 30% per l’ assicurazione dei motocicli», fa notare l’ Antitrust. Incrementi segnalati anche dall’ Isvap: in particolare, ad aprile c’ è stato un +1,1%, mentre nel periodo tra ottobre scorso e gennaio la crescita è stata del 10,6%. In base ai calcoli dei consumatori, addirittura, negli ultimi 15 anni c’ è stato un aumento delle tariffe del 155%. Dal Codacons alla Federconsumatori, tutti sottolineano l’ opportunità della mossa dell’ Authority. L’ AVVIO dell’ indagine «è un’ ottima notizia – sostiene il Codacons – e accoglie in pieno le nostre denunce reiterate nel tempo». «Se dovessero emergere irregolarità o cartelli tesi a mantenere alte le tariffe, sarà inevitabile una class action contro le compagnie di assicurazioni colpevoli e la richiesta di commissariamento nei loro confronti». Soddisfatte anche Federconsumatori e Adusbef, secondo cui «è insopportabile che le tariffe siano aumentate in maniera inverosimile per il 2010 del 15%, con un aumento di 130 euro a polizza». Tra il 1994 e il 2009, infatti, i costi medi «sono più che raddoppiati, passando da 391 euro a 995 euro (+155,1%). E con il 2010 si arriverebbe a +170%, con un aumento dal 1994 di 734 euro». Secondo l’ Adoc è incomprensibile come le polizze «non siano al contrario in diminuzione nonostante tutte le riforme del Codice della strada mirate a far calare l’ incidentalità. E l’ incidentalità è effettivamente calata, rientrando nella media europea». L’ Adiconsum chiede poi «trasparenza», anche perchè «neanche il risarcimento diretto, aldilà della riduzione dei sinistri, ha prodotto significativi vantaggi per i consumatori. Ne sono prova gli aumenti del settore nonostante un’ inflazione zero». L’ ANTITRUST vuole mettere a nudo meccanismi e resistenze di un mercato da 17 miliardi di raccolta nel 2009, con costi pari a 940 euro l’ anno in media per ogni famiglia italiana. Sarà sotto esame, in particolare, la procedura del risarcimento diretto, perché «dopo tre anni di applicazione del nuovo sistema, l’ attesa riduzione dei costi, con effetti benefici sui consumatori, non si è verificata». «L’ indagine è opportuna», dice il Garante dei Prezzi, Roberto Sambuco, che denuncia due anomalie del caro-polizze: è stato «nettamente superiore» rispetto all’ area euro nel triennio 2007-2009, con un differenziale che «cresce vertiginosamente nei primi tre mesi del 2010», ed è «sensibilmente superiore» rispetto all’ inflazione.
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