26 Aprile 2003

«Rc auto, tradito il Patto per l?Italia. Adesso il referendum»






ROMA – «Il decreto salva-compagnie è scandaloso: il governo, pur di favorire le assicurazioni, ha cambiato le carte in tavola, sicuro che l?opposizione gli avrebbe retto il sacco. Non resta che il referendum». A parlare non è un?agguerrita associazione dei consumatori ma Raffaele Bonanni, segretario confederale della Cisl, uno dei sindacati firmatari del Patto per l?Italia. A distanza di meno di un anno da quell?accordo non sottoscritto dalla Cgil, che conteneva anche l?impegno del governo a tenere i prezzi sotto controllo, nelle parole di Bonanni risuonano delusione e rabbia. «Dove sono i provvedimenti promessi? Avevamo chiesto di abbassare l`Iva sulle tariffe e che le assicurazioni aumentassero in linea con l`inflazione programmata». È così che Bonanni, scavalcando per una volta a sinistra il suo segretario generale Savino Pezzotta, si spinge persino oltre le richieste dei leader sindacali Guglielmo Epifani (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil) che del decreto «salva-compagnie» hanno auspicato una modifica governativa. «Il referendum stavolta serve: ma come, c?era l?occasione di dare una sonora bastonata alle compagnie che, come ha dimostrato l?indagine dell?Antitrust, ci hanno spellato, e il governo che fa? Le aiuta? Si vede che la politica è asservita ai poteri forti…». E quando parla di politici «addomesticati», Bonanni non fa distinzioni: «Il governo era sicuro che l?opposizione gli avrebbe retto il sacco».
Intanto però l?iniziativa del referendum contro il decreto viene dalla Margherita. «E? l?unica strada: inutile inseguire aggiustamenti. Serve dare una lezione alle compagnie che si nascondono dietro l?alibi delle truffe per svuotare le tasche dei consumatori. Vengono truffate? Si premuniscano, come fanno tutte le imprese». Al segretario confederale non sfugge che proprio l?associazione dei consumatori più vicina alla Cisl, l?Adiconsum, non sostenga il referendum cui invece ha aderito l?Intesa dei consumatori (di cui fanno parte Federconsumatori, nata con il contributo della Cgil e Adoc, vicina alla Uil). «E? vero. Ma penso che l?Adiconsum prenderà posizione… farebbe bene a farlo».
Un invito, come quello che Bonanni rivolge al governo: «Apra subito un tavolo sulle tariffe, su questa inflazione che penalizza i pensionati. Serve una politica dei redditi non da operetta, altrimenti vinceranno gli integralisti e riprenderà la rincorsa tra prezzi e salari». E? ora di creare un partito dei consumatori? «Sarebbe ammettere il fallimento della politica. E poi non siamo gli Stati Uniti, lì un decreto come quello sulla Rc auto non sarebbe mai passato…».


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