9 Maggio 2001

Rc auto, «traballa» il decreto

Nonostante sia pronto, il provvedimento potrebbe non essere varato dal Consiglio dei ministri di oggi


Rc auto, «traballa» il decreto


Due le ipotesi: bonus fiscale o taglio alle tasse. Nesi: blocco delle tariffe per un anno

ROMA – Un bonus fiscale oppure un taglio delle tasse sull`assicurazione e sul bollo auto. Queste le due ipotesi sul tavolo del Governo che, nel corso del Consiglio dei ministri di oggi, dovrebbe decidere la restituzione agli utenti dei 700 miliardi di multa comminati dall`Antitrust a carico delle compagnie assicuratrici, riconosciute colpevoli di aver formato un cartello in violazione delle norme sulla concorrenza. Ma nonostante il decreto sull?Rc auto sia pronto, non è detto che venga varato oggi. Se da una parte il ministro dell`Industria, Enrico Letta, spinge perché il provvedimento venga approvato oggi, il presidente del Consiglio, Giuliano Amato, preferirebbe un ulteriore «aggiornamento» per motivi di opportunità politica, considerata l`imminente scadenza elettorale. Da parte sua, il ministro dei Lavori pubblici, Nerio Nesi, annuncia che proporrà il blocco delle tariffe assicurative per un anno, nonostante «sarà una battaglia difficile».

Comunque vadano le cose, l?unica cosa certa sembra la soluzione tecnica individuata per contenere il caro-tariffe: un bonus fiscale da 1.000 miliardi, vale a dire un credito d`imposta a valere sulle dichiarazioni dei redditi 2002. Queste le due opzioni sul tappeto: il decreto (5 articoli in tutto) varrà per tutti che coloro che alla sua entrata in vigore erano titolari di polizze bonus-malus con due anni di guida senza incidenti e per i neopatentati che non avranno sinistri per un anno. In alternativa, i tecnici dell`Industria hanno studiato un meccanismo che prevede i benefici per le stesse categorie dal 29 marzo 2001 (data di scadenza del decreto blocca-tariffe) al 28 marzo 2002. In questo modo i neopatentati sarebbero tutelati dai futuri aumenti che scatteranno a luglio. Non godranno del credito d`imposta gli automobilisti delle cosiddette zone a rischio.

I correttivi Rc auto prevedono oltre all`alleggerimento finanziario in favore delle categorie più esposte, l`introduzione di formule tariffarie innovative (a cominciare da un nuovo profilo assicurativo per le donne al volante, fino al bonus più franchigia fino ad un milione) e il rafforzamento del ruolo dell`Isvap.
Niente da fare, almeno per questo scorcio di legislatura, per la «bad company», la compagnia dove si era pensato di far confluire gli automobilisti più indisciplinati: richiederebbe tempi lunghi e toccherà quindi al nuovo Parlamento porvi, eventualmente, mano. Forse, a questo punto, insieme a tutto il pacchetto Rc auto.

In questo clima di incertezza le associazioni dei consumatori sono tornate a far sentire la propria voce e a riproporre le «ricette» che ormai da mesi pongono all`attenzione dell`esecutivo. Tutte però insistono, affinchè vengano presi provvedimenti strutturali. «Crediamo che l`ipotesi di alleggerimento del bollo auto sia facilmente impugnabile – dichiara Paolo Landi, di Adiconsum – mentre quella del bonus fiscale, se praticabile, potrebbe rivelarsi inconsistente proprio per chi, come i giovani, o non ha reddito o ha un reddito molto basso. Crediamo che sia opportuno pensare ad una soluzione non solo contingente, ma anche strutturale. Le risorse del provvedimento inoltre non devono essere completamente legate alla multa di 700 miliardi data alle compagnie, poiché su di essa pesa ancora l`incognita del pronunciamento del Consiglio di Stato».

Sei i punti che il Consiglio dei ministri dovrebbe accogliere, invece, secondo il Codacons: la creazione di una forma di assicurazione atipica, attraverso una fidejussione bancaria di valore pari al massimale previsto dalla legge, con allargamento del mercato assicurativo alle banche e ai soggetti finanziari; la predisposizione di una polizza tipo, obbligatoria per le compagnie, a franchigia fissa di un milione e condizionata al possesso di opportune garanzie; agevolazioni per il superamento della figura dell`agente monomandatario; l`inibizione all`ingresso nei consigli d`amministrazione delle compagnie di consiglieri di altre compagnie; l`ampliamento dei profili da pubblicizzare, periodicamente estesi anche ad utenti di sesso femminile ed assicurati motociclisti; un nuovo blocco delle tariffe.
Per evitare di favorire gruppi o categorie particolari di assicurati, secondo Adoc Federconsumatori e Movimento di difesa del cittadino, è invece necessario che il Governo «si faccia carico dell`intera percentuale (4%) della tariffa da versare al Fondo vittime delle strada».

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