Rc Auto: tornano gli sconti fino al 23%?
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fonte:
- Giornalettismo.com
Fallito il primo tentativo, il governo Letta riprova a introdurre le modifiche e gli sconti sulle Rc Auto . Questa volta, attraverso un disegno di legge ad hoc, così come auspicava già il Partito democratico. Non erano mancate le polemiche per la decisione di stralciare l’ articolo 8 dal decreto Destinazione Italia, dopo le decine di emendamenti presentati. In particolare era stato il Codacons ad accusare l’ esecutivo di aver fatto un regalo ai big del settore delle assicurazioni: “Un cedimento dell’ esecutivo alle lobby”, si denunciava. Critiche alle quali avevano risposto diversi parlamentari, con i democratici che puntavano a percorrere la strada del ddl per “raccogliere i frutti dell’ intenso dibattito di queste settimane, potesse affrontare il tema della Rca Auto dal punto di vista del rafforzamento del sistema delle garanzie per i cittadini”, come spiegò il democratico Marco Di Stefano. Così, come ha spiegato il Messaggero, ventiquattro ore dopo, il Consiglio dei ministri ha così deciso di riproporre tutto, anche se manca ancora il testo. Eppure, come ha denunciato anche il Fatto quotidiano, gli sconti restano ancora vincolati a misure “a garanzia” delle compagnie assicurative. IL DISEGNO DI LEGGE SULLE RC AUTO E GLI SCONTI FINO AL 23% – Sul quotidiano romano si legge come, secondo le prime indiscrezioni, non dovrebbero esserci sostanziali modifiche rispetto a quanto si prevedeva nel vecchio articolo 8: “Torna quindi la riduzione del 7% per gli automobilisti che accetteranno la scatola nera così come tornano gli sconti del 5% (ma anche del 10% nel Mezzogiorno) per chi si presta al risarcimento in forma specifica (quindi non in denaro ma con riparazioni da artigiani convenzionati ), che aveva scatenato la furia dei carrozzieri. Sommando tutti gli sconti, rileva il comunicato della presidenza del Consiglio, il totale della riduzione possibile arriva al 23% . Su mille euro di premio pagati, un automobilista dovrebbe pagarne “soltanto 770 una volta che la legge sarà stata approvata”, si legge. Previste anche sanzioni in caso di mancata pubblicità. Ma le perplessità in realtà non mancano. A a partire dai tempi, considerato come già per i malumori all’ interno del Partito democratico e di Forza Italia, tra chi voleva cancellare le norme e chi voleva modificarle, il governo aveva preferito stralciare le novità dal decreto Destinazione Italia. Ma non solo: restano le critiche per alcuni nodi già criticati nell’ articolo 8 poi saltato. A partire dal punto dell’ uso delle carrozzerie convenzionate (con sconti del 5 e 10%) che aveva già scatenato le polemiche dei carrozzieri. Il motivo? “La disposizione non appare condivisibile poiché, di fatto, attribuisce all’ assicuratore il potere di decidere le condizioni di mercato dell’ autoriparazione e la conseguente riduzione dei margini di impresa determinerebbe una riduzione degli standard qualitativi e di sicurezza delle riparazioni”, aveva affermato il relatore. E anche il M5S aveva denunciato come le norme sulla Rc Auto avrebbero finito per “favorire soltanto la lobby delle assicurazioni, a scapito dei carrozzieri indipendenti e degli automobilisti”. LEGGI ANCHE: Rc Auto: “Il governo si arrende alle lobby” LE POLIZZE PI Ù ALTE D’ EUROPA – Più volte le associazioni di categoria e quelle dei consumatori hanno chiesto un intervento in materia. Non una questione irrilevante, nel paese dove le Rc auto sono le più care d’ Europa , come aveva certificato anche l’ Ania. In media 491 euro contro 278 nel resto degli stati dell’ Unione europea. Il Sole 24 Ore ha precisato però come le nuove norme in realtà sarebbero state poco incisive su questo versante, nonostante le promesse: “Novità rilevanti, anche se con più di un profilo di possibile illegittimità che avrebbero fatto rischiare anche aspri contenziosi. E, soprattutto, di efficacia non decisiva su un problema grave come quello del caro-polizze Rc auto. Tanto che al ministero dello Sviluppo economico era già da mesi al lavoro un tavolo tecnico per arrivare, tra l’ altro, alla riforma dei discussi meccanismi del risarcimento diretto e del bonus-malus.
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