Rc auto, stop ai risarcimenti
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fonte:
- L`Unione Sarda
Rc auto, stop ai risarcimenti
Via al provvedimento che rende più difficili i ricorsi
Roma Il decreto che rende più difficili i ricorsi per l?Rc Auto è legge. L?approvazione definitiva è avvenuta al Senato tra la ferma opposizione del centrosinistra e qualche riserva anche nella maggioranza, che tuttavia ha fatto passare il provvedimento contando su eventuali riduzioni tariffarie che potrebbero adesso arrivare, sulla base degli ordini del giorno di Camera e Senato che chiedono queste misure in favore degli utenti. Ma a raffreddare le aspettative in questo senso è stata nel pomeriggio l?Ania che ha partecipato finora a tutte le trattative con consumatori e ministero, precisando che la decisione di applicare eventuali sconti «spetta alle compagnie e non all?associazione che le rappresenta, la quale non può agire in questo senso in base alla legge Antitrust». Secondo il direttore generale Giampaolo Galli, che ha comunque assicurato l?impegno dell?Ania per esercitare una pressione per convincere le compagnie ad abbassare i prezzi, «più efficacia da questo punto di vista può avere la moral suasion esercitata dal ministro Antonio Marzano», su misure come il bonus ai neo-patentati e le facilitazioni alle famiglie. Il clima, in ogni caso, secondo l?Ania è adesso più disteso e «sarà possibile riaprire un dialogo sereno e costruttivo anche con i consumatori». La norma approvata ieri secondo Galli, «non si può definire ?salva-compagnie?, perché in realtà pone rimedio a un vuoto legislativo e lascia intatte le prerogative dei giudici di pace». Riempito questo vuoto, secondo Galli, «ora il dialogo può riprendere in maniera più serena, perché senza la conversione in legge si sarebbero create tensioni formidabili sul mercato, con un potenziale rischio per le aziende di dover fronteggiare ricorsi per un totale di 9 miliardi di euro. Se a fronte di questo ci fosse stato un aumento delle tariffe si sarebbe verificata una forte tensione con gli utenti, se non ci fosse stato sarebbe risultata a rischio la sostenibilità delle compagnie di assicurazioni». Galli ha comunque precisato che fino all?8 febbraio, giorno in cui il decreto è stato emanato, i ricorsi alle compagnie erano stati circa 40mila, «con una impennata proprio negli ultimi giorni. Non si trattava – ha aggiunto – di per sè di un dramma insostenibile, ma sarebbe stato un vero problema se i ricorsi fossero diventati milioni». Riguardo, infine, all?ordine del giorno della Camera che spinge per una riduzione delle tariffe (si va dal bonus per i neo-patentati all?inclusione delle seconde auto nella stessa classe di merito della prima, considerando quindi il nucleo familiare dell?assicurato), Galli ha ricordato che il provvedimento «impegna il governo e non l?associazione», aggiungendo che l?Ania «può solo farsi portatrice delle istanze che vengono dal governo e dai consumatori, tenendo dritte le antenne per recepirle e trasferirle alle compagnie, contribuendo a trovare le giuste soluzioni». Le compagnie assicuratrici, ha concluso, «devono rimanere libere di fare la loro politica tariffaria. Sicuramente non possiamo dire loro cosa devono fare su questo piano, perché sarebbe una chiara violazione della legge Antitrust».
Una linea non condivisa dalle associazioni dei consumatori che promettono battaglia, insieme agli esponenti dell?opposizione, prefigurando la possibilità di ricorrere a un referendum. La proposta è del senatore della Margherita Roberto Manzione, che parla di «ennesima pagina nera di questa XIV legislatura». La prospettiva di chiamare gli italiani alle urne per dire ?no? alla nuova legge piace all?Intesa dei consumatori, che comunque conta anche sui ricorsi contro il decreto presentati alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia Ue. Ma gli appelli non si fermerebbero qui: Cittadinanzattiva pensa infatti di rivolgersi anche alla Commissione Ue «contro lo scempio a danno di milioni di cittadini italiani». Tutte azioni legali che però, secondo l?Ania, avrebbero scarse probabilità di successo. Se ne riparlerà in settimana quando il ministro Marzano chiamerà le parti a sedersi nuovamente ad un tavolo di confronto. L?incontro – annuncia Altroconsumo – dovrebbe svolgersi domani.
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