«Rc auto, serve la concertazione tra le parti»
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fonte:
- Il Messaggero
I sindacati sollecitano un tavolo comune con governo, consumatori e le compagnie di assicurazione
ROMA ? L?81% delle compagnie d`assicurazione ha operato aumenti della rc auto per le polizze in scadenza tra luglio e dicembre. Lo dice la Federconsumatori. Gli aumenti sarebbero fra il 10 ed il 25% con punte del 30% (a Napoli). Solo il 9% delle compagnie non ha applicato aumenti.
Contro i rincari, intanto, i sindacati propongono di rivedere il sistema della Rc auto rendendolo più trasparente e chiedono un tavolo concertativo tra governo, parti sociali, consumatori e assicurazioni. La Uil, con Musi, sottolinea l`importanza di forme mutualistiche per le fasce di reddito più deboli e di agevolazione per gli automobilisti virtuosi «per attuare un sistema non sempre legato a un computo ragionalistico».
Blocco delle tariffe e ridefinizione del sistema chiede Baretta (Cisl), secondo cui a settembre dovrebbe partire un monitoraggio sui prezzi per stabilirne le cause che li determinano. «Il governo deve drasticamente intervenire sulle compagnie e sull`Authority. Liberalizzazione del mercato e riforma chiede il segretario della Cgil Lapadula, che teme la nascita di cartelli per cui «l`Antitrust deve attivarsi perché ci sono compagnie che si sono conquistate fette di mercato con tariffe basse per poi rialzarle».
Per l?Aduc contro il caro-polizza «o si reintroducono tariffe controllate o si leva l`obbligo assicurativo: nel primo caso ci sarebbe l`assassinio delle assicurazione, nel secondo i consumatori potrebbero scegliere in un mercato concorrenziale per costi e qualità». Anche Rienzi (Codacons) plaude alla proposta del blocco delle tariffe, precisando però «di quali si tratta». Da bloccare sarebbero le tariffe postali, ferroviarie, elettriche, acqua e gas, farmaci, telefonia fissa, giochi, pedaggi autostradali e canone tv «cui vanno aggiunte anche le tariffe obbligatorie come la Rc Auto».
Contrario al blocco è Paolo Landi (Adiconsum): sarebbe «solo demagogia» mentre contro i rincari serve maggiore concorrenza da realizzare completando la riforma del settore. «In Italia – spiega Landi – circolano 42 milioni di veicoli tra auto e motocicli, due-tre veicoli per famiglia. Sul bilancio familiare le polizze incidono per un 6-7%, ma il paniere Istat indica un peso del solo 0,30%, cioè 20 volte meno».
Riguardo al problema generale del blocco delle tariffe pubbliche, come annunciato dal presidente Berlusconi a Rimini, il presidente dell?Acea, Vento, non crede sia applicabile al settore industriale o ad aziende come Acea o Enel e altre che rispondono «alla logica del mercato e della Borsa» perché «il Governo può dare solo indicazioni e non prendere decisioni, che spettano alle Autorità di settore o agli enti locali». Diverso è il discorso per le imprese in mano allo Stato ma in settori come quello idrico il blocco sarebbe deleterio perché renderebbe difficile l?ammodernamento della rete di distribuzione «a meno che lo Stato non decida di realizzare in proprio acquedotti e strutture, ma sarebbe un po` come tornare indietro di molti anni nell`economia».
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