8 Maggio 2003

Rc auto: secondo Marzano rincari all?1,9 per cento


La riforma della Rc auto ha prodotto un ridimensionamento degli aumenti delle tariffe Rc auto, che sono scesi al livello più basso da quando è stata avviata la liberalizzazione nel 1994: parola del ministro delle Attività produttive Antonio Marzano. Che è intervenuto ieri alla Camera, su richiesta dell?Ulivo e dopo le accuse dell?Antitrust di mancata liberalizzazione del settore. L?attribuzione all?attuale governo della responsabilità degli aumenti delle tariffe Rc auto «è grossolanamente strumentale, così come l?accusa di scarsa attenzione al problema»: il ministro porta a prova dell?impegno dell?esecutivo la riforma del settore varata a dicembre e il protocollo siglato martedì con Ania e Coalizione dei consumatori. «La nostra riforma – ha spiegato Marzano – vede aumenti tariffari tra ottobre 2002 e febbraio 2003 dell?1,9%, cioè i più bassi dalla liberalizzazione in poi». Sempre secondo Marzano, il livello dei premi Rc auto «era oggettivamente insostenibile» e per questo il governo è intervenuto nel settore. E le tariffe sarebbero cresciute ancora di più «se non avessimo corretto quella anomalia tipicamente italiana dei giudici di pace che decidono secondo equità e non secondo diritto», cioè senza il decreto legge che le associazioni dei consumatori hanno ribattezzato salva compagnie.
Intanto, a smentire l?1,9% di rincari annunciato da Marzano, ci sono lettori che parlano invece di aumenti superiori al 20% registrati a Napoli in questi giorni. È il caso, ad esempio, di una maximoto, il cui proprietario è sceso in classe bonus-malus, ma si è visto portare da 529 a 639 euro il premio.
In quest?ottica, Intesa dei consumatori non si arrende e annuncia che «porterà alla sbarra» Isvap e Attività produttive. Alla sbarra, assicura Elio Lannutti di Adusbef, finirà anche il ministro, già più volte accusato di aver «rubato» i diritti ai consumatori.

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