4 Aprile 2003

Rc auto: referendum contro il decreto


Qualcuno la definisce un`iniziativa sacrosanta.
Secondo i Consumatori è un passaggio imprescindibile.
Il referendum abrogativo del decreto `salva-compagnie` suscita reazioni insomma su tutti i fronti.

L`ipotesi piace anche alla Cisl.
Secondo il segretario confederale dell`organizzazione, Raffaele Bonanni, è necessario dare ora la parola ai cittadini, che sono stati limitati nell`esercizio dei loro diritti.

Ma vediamo esattamente cosa cambia nei ricorsi per richiedere indietro i premi ingiustamente pagati tra il `95 e il 2000 alle compagnie multate dall`Antitrust.
Il provvedimento modifica l`articolo 113 del Codice di procedura civile, ovvero l`eccezione al giudizio secondo diritto del giudice di pace.
L`articolo in questione permette, cioè che in alcuni casi, la controversia sia rimessa all`insindacabile giudizio del giudice.
`Secondo equità`, ovvero `giustizia del caso singolo` proprio perché non sempre le controversie possono essere risolte facendo ricorso alla regola d`esperienza generalizzata.
La modifica alla disposizione suddetta riguarda il valore della causa.

Resta il limite massimo fissato a 1.100 per le cause in cui il giudice decide secondo equità, ma da questa casistica restano esclusi i contratti definiti di massa, ai sensi dell`art.
1342 del codice civile, perché conclusi mediante moduli o formulari.
I contratti Rc Auto rientrano in questa categoria.

Un limite che snatura il diritto di difesa dei cittadini perché appesantirà notevolmente la possibilità di ricorrere.

Una volta ricorso al giudice di pace, che giudicherà applicando la legge senza possibilità di ricorrere al `giudizio per il caso singolo`, c`è comunque la possibilità di difendersi attraverso l`appellabilità di tali sentenze.
Ma è proprio nei diversi gradi di giudizio da affrontare che si individua il freno alla possibilità di ricorrere.

Per questo da molte parti si è levata la voce a sostegno di un referendum abrogativo di una norma definita incostituzionale.

La notizia della nuova battaglia dei Consumatori è stata diffusa in una nota i rappresentanti delle associazioni dei consumatori (Rosario Trefiletti della Federconsumatori; Elio Lannutti dell`Adusbef; Carlo Rienzi del Codacons e Carlo Pilieri dell`Adoc) che hanno incontrato i senatori Roberto Manzione e Antonio Montagnino.
Mentre quindi si prepara la raccolta di firme hanno già dichiarato di aderire al comitato – informano le associazioni – il senatore Antonio Pizzinato, Raffaele Bonanni (Cisl), Nicoletta Rocchi (Cgil), Paolo Pirani (Uil); Marcopaolo Nigi (Confsal)Riccardo Quintili (Il Salvagente) e Bruno De Vita (Teleambiente).
Il comitato provvisorio, in attesa di ulteriori adesioni, è già al lavoro per predisporre il quesito referendario che, dopo la pubblicazione della legge di conversione, sarà depositato presso la Corte di Cassazione.

Per far passare il decreto, la maggioranza si era appellata alla prospettiva di una futura riduzione delle tariffe.
Non ci ha creduto l`opposizione, né tantomeno sindacati e Consumatori.

Ma l`associazione delle compagnie di assicurazione sottoscrive.
Il direttore generale dell`Ania, Giampaolo Galli, garantisce per l`impegno dell`Ania a esercitare una pressione per convincere le compagnie ad abbassare i prezzi.
Ma la patata bollente viene poi rispedita al Governo.
E` pur vero, ha detto Galli, che una moral suasion da parte del ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano può sortire una maggiore efficacia.
Non manca la fantasia: misure come il bonus ai neo-patentati e facilitazioni alle famiglie in cambio di ricorsi alla giustizia più difficili per tutti.

Sulle prospettive di dialogo l`Ania si dice possibilista.
Il clima, secondo Galli è adesso più disteso.
Nonostante i proclami delle associazioni di consumatori che dichiarano aperta una battaglia più dura del solito.

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