13 Maggio 2001

Rc auto, prima condanna

ROMA ? E` iniziata a colpi di sentenze la guerra tra utenti e compagnie di assicurazione. E` successo a Napoli, la città più tartassata sul fronte dell`Rc auto, dove un giudice di pace ha condannato la Nuova Tirrena a restituire 300 mila lire a un suo assicurato. Protagonista della vicenda il proprietario di una Vespa 50 che allo scadere del contratto si è recato presso l`agenzia di zona e ha scoperto che il premio da pagare era lievitato da 273 mila lire a 481.400, ovvero che gli era stato affibbiato un aumento del 76%. Il vespista ha saldato il conto, visto che la legge impone l`obbligatorità dell`assicurazione, ma poi si è rivolto al giudice di pace tramite il Codacons, una delle associazioni dei consumatori. Due le motivazioni alla base del ricorso accolto dal giudice. Innazitutto la Nuova Tirrena non ha effettuato la richiesta di aumento entro i 90 giorni dalla scadenza della polizza, così come previsto dalle “condizioni di assicurazione“ ponendo l`utente nella impossibilità di avere il tempo materiale per poter stipulare un altro contratto.
Inoltre, in base al decreto con cui a marzo del 2000 il governo ha bloccato le tariffe Rc auto per un anno, non si potevano applicare aumenti a chi non aveva provocato incidenti. Da qui la sentenza che ha stabilito che l`aumento richiesto è “illegittimo“ e ha condannato la compagnia a restituire all`assicurato 153.320 lire e a pagare 146.680 lire a titolo di risarcimento danno.

«Si tratta di una sentenza ? ha sottolineato l`avvocato che ha assistito il vespista napoletano ? destinata a cambiare un sistema di prevaricazioni di anni e che consentirà ai cittadini di non essere schiacciati dal ricatto di doversi assicurare obbligatoriamente subendo le condizioni tariffarie del cosiddetto mercato libero». Ora ha incalzato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «al governo non resta che disporre con decreto legge almeno la riduzione automatica dei premi alla media nazionale, se non si vuole dare adito ad una valanga di ricorsi che dannneggerebbe non poco le assicurazioni perchè le costringerebbero a risarcire anche il danno ulteriore».

In effetti il governo dovrebbe varare la prossima settimana un decreto proprio per contenere il caro tariffe. Tra le varie misure è previsto un tetto del 5% agli aumenti. Superata questa soglia scatta automaticamente una indagine dell`Isvap per verificare la congruità del rincaro. Di fronte a aumenti immotivati le compagnie, sempre se il decreto diventerà legge, rischiano una ammenda da 3 a 9 milioni. Cifra analoga la dovranno pagare anche le compagnie che danno la disdetta del contratto agli automobilisti che sono al massimo livello di sconto.

Il provvedimento dovrebbe contenere poi il cosiddetto bonus fiscale.
Ovvero un credito di imposta di circa 200 mila lire per i neo patentati che non avranno incidenti per un anno e mezzo per per chi ha una polizza bonus malus e non provoca sinistri da due anni.

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