6 Luglio 2011

“Rc auto, prezzi troppo alti”

«Rc auto, prezzi troppo alti»
   
Le assicurazioni: tra Irap e federalismo si rischiano aumenti dei premi

 
Banche e assicurazioni sul piede di guerra contro l’aumento dell’Irap deciso nella manovra. È una misura che ostacolerà lo sviluppo, tuonano gli esponenti dei due settori. L’Ania (l’associazione delle imprese assicuratrici), definisce la misura «punitiva» per settori che già pagano molto. L’aumento dell’Irap del 50% a carico delle aziende (sale al 5,90%, con un rincaro di due punti) «va ben oltre la partecipazione ai sacrifici comuni», ha detto Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania, auspicando che «governo e Parlamento rivedano la decisione».
      L’Italia, del resto, si conferma il Paese con il livello di tassazione dei premi più alti d’Europa oltre ad essere afflitta da un «elevato costo dei sinistri», da varie «inefficienze di sistema» e «dai prezzi più alti». Un carico sull’Rc auto che ora, avverte l’Ania, è destinato a crescere con il federalismo che abilita le Province ad aumentare o diminuire l’aliquota a loro destinata (oggi pari al 12,5%) fino a 3,5 punti percentuali. Per questo i consumatori protestano. «È una corsa inarrestabile», osservano Federconsumatori e Adusbef, evidenziando come l’Rc auto sia rincarata del 98% in 10 anni nonostante il calo dell’incidentalità del 22%. Il Codacons chiede perfino a Maroni «lo scioglimento coatto dell’Ania». Intanto, annuncia l’Ania, dopo tre anni consecutivi di flessione, nel 2010 l’ammontare complessivo, pari a 17 miliardi, è salito del 4,5% sul 2009. E con un numero stabile di veicoli assicurati, il prezzo medio unitario della copertura segna un +4,8%. Anche se – aggiunge – negli ultimi sei anni il prezzo medio dell’Rc auto si è ridotto del 7,6%.
    
 
 

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