2 Luglio 2021

“Rc auto, pochi incidenti più rimborsi agli assicurati”

Restituire  di  più  in  fretta  risparmi  accumulati  grazie  al  lockdown  che  ha  fatto  crollare  gli  incidenti  stradali  spinto  gli  utili  e,  dall’altro,  poter  tornare  distribuire  4,4  miliardi  di  euro  di  dividendi  «congelati»o  ridotti  dallo  scorso  anno.  L’Ivass,  l’istituto  di  vigilanza  delle  assicurazioni,  sferza  da  un  lato  le  compagnie  «ritardatarie»  ma  promette  il  ritorno  delle  cedole  ottobre,  quando  scadrà  il  divieto  chiesto  dalle  autorità  europee.  Norma  per  la  verità  non  rispettata  in  maniera  uniforme  nel  Continente  dove  alcuni  big,  una  su  tutte  Allianz,  hanno  potuto  beneficiare  di  eccezioni.  Nella  sua  prima  relazione  annuale,  il  presidente  Luigi  Federico  Signorini,  approdato  alla  guida  dell’Ivass  lo  scorso  marzo,  promette  una  maggiore  integrazione  con  la  Banca  d’Italia  delinea  l’azione  della  vigilanza  per  prossimi  mesi  di  uscita  dalla  pandemia.  In  primis  la  Rc  Auto,  tema  sempre  «al  calor  bianco»  nel  nostro  Paese:  premi  sono  scesi  del  5,5%  ma  gli  oneri  relativi  ai  sinistri,  visto  che  il  lockdown  ha  fatto  crollare  gli  incidenti  di  quasi  un  terzo,  sono  calati  del  20%.  Uno  squilibrio  cui  porre  rimedio,  come  chiede  anche  l’autorità  europea.  Fino  ora,  su  base  volontaria,  le  compagnie  hanno  restituito  promesso  in  diverse  forme  circa  800  milioni  di  euro  sui  2,2  miliardi  risparmiati.  Signorini,  ora  che  l’Italia  ha  riaperto,  chiede  alle  assicurazioni  «ritardatarie»  di  agire  «ur-gentemente»e  suggerisce  ai  clienti  di  vedere  (e  comportarsi  di  conseguenze)  quale  è  stato  il  comportamento  della  propria  compagnia.  Appelli  che  non  bastano  ad  alcune  associazioni  di  consumatori.  Il  Codacons  quantifica  per  le  compagnie  un  risparmio  di  3,9  miliardi  chiede  un  intervento  del  governo  che  renda  rimborsi  obbligatori.  Sul  fronte  economico  la  situazione  sta  migliorando,  seppure  con  tutte  le  cautele,e  il  settore  non  ha  comunque  sofferto  come  altri  in  Francia  Germania  causa  della  scarsa  dimestichezza  degli  italiani  con  le  coperture  assicurative.  Situazione  che  ricorda  minori  danni  subiti  dalle  banche  italiane,  poco  presenti  nel  trading  nella  finanza  più  evoluta,  nella  prima  crisi  finanziaria.  Il  il  RoE  medio  del  settore  resta  elevato,  anche  se  in  leggero  calo  rispetto  al  2019  (dal  12,3  all’11,66  per  cento).  Certo  il  comparto  Vita  ha  subito  un  calo  del  20%  dei  profitti  ma  quelli  dei  Danni,  trainati  anche  dall’Rc  Auto,  sono  saliti  del  45%.  Il  comparto  non  ha  dovuto  subire  gli  effetti  visti  in  altri  paesi  nel  risarcire  ad  esempio  l’interruzione  dell’attività  produttiva  delle  imprese  perché  le  nostre  aziende  non  siglano  questo  genere  di  polizze  esponendosi  ai  rischi.  Ma  se  ha  salvato  bilanci,  questa  arretratezza  rischia  di  far  pagare  al  nostro  paese  un  conto  salato  insostenibile  per  le  finanze  pubbliche  nei  prossimi  anni.  Specie  sul  rischio  climatico  di  catastrofi  naturali,  Signorini  chiede  perciò  di  aprire  una  riflessione  su  come  introdurre  una  polizza  obbligatoria  semiobbligatoria  per  minimizzare  ex  ante  costi  pubblici  privati.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox