14 Marzo 2002

Rc auto, per i ricorsi ressa agli sportelli

In migliaia hanno pagato più del dovuto. Record per una signora: ha cambiato tre compagnie e pretende tre rimborsi

Rc auto, per i ricorsi ressa agli sportelli

Tutti chiedono: ?Che speranze ho??, e vanno a caccia del modulo



PERUGIA – «Sono un assicurato che ha diritto al rimborso, ma non so che fare». Un anziano si avvicina timidamente allo sportello del consumatore e chiede informazioni su come avere indietro quei soldi che l?assicurazione gli ha chiesto in più. Soldi che ora, stando a una sentenza del Consiglio di Stato, le compagnie devono restituire ai loro utenti. «Che speranze ho di vedermi restituire quei soldi?», chiede uno studente al Codacons. Sportelli e associazioni dei consumatori della regione sono stati presi d?assalto dopo la condanna delle compagnie a restituire i soldi incassati in più per effetto degli aumenti praticati nel quinquennio 1994/1998. La maggior parte delle assicurazioni però, sulla questione, fa muro. «Non ne sappiamo niente, a livello nazionale non ci hanno dato istruzioni», questa la risposta tipo che le agenzie propinano ai propri assicurati. Normale che da parte degli assicurati compaia un po? di smarrimento e sfiducia. «Contro le assicurazioni è una battaglia persa in partenza – confessa Gino, dal ?94 assicurato con la stessa compagnia – ma voglio provarci».Timidi segnali di un “popolo“, quello dei consumatori, che nella maggioranza dei casi, stanco della filosofia del “lasciar perdere“, è seriamente intenzionato ad andare fino in fondo. «Ero convinta di risparmiare – rivela la signora Bianca, nostra attenta lettrice – e durante quegli anni ho sottoscritto tre contratti con tre assicurazioni diverse. Ora, ho intenzione di fare ricorso a tutte e tre».
L?invito ad approfittare della possibilità di avere soldi indietro dalle compagnie è stato raccolto da molti umbri. Consumatori sempre più stretti nella morsa bollette-polizze-tasse. Persone che per una volta potrebbero riavere indietro qualcosa che gli è stato tolto con una “furbata“ che ha visto 17 compagnie concordare i premi delle polizze Rc auto, con aumenti fino al 63%, simulando un vero e proprio cartello. Così, la coda per saperne di più aumenta e allo sportello del consumatore della provincia di Terni, come racconta Monica Capotosti di Confconsumatori, le decine di persone che la scorsa settimana erano in cerca di chiarimenti, sono state invitate a ripresentarsi a scaglioni durante questa settimana. Giusto il tempo di raccogliere qualche dato in più e i fac simile per inoltrare la richiesta di rimborso tramite il Giudice di pace. Il copione non cambia spostandoci al Codacons Umbria. «Dai primi di marzo stiamo assistendo a una vera “processione“ – rivela Carla Falcinelli, presidente regionale dell?associazione a difesa di consumatori e utenti – con persone che chiamano o vengono di persona». È una mobilitazione che coinvolge tutta la regione: persone di tutte le età in cerca di spiegazioni e speranze. «Che possibilità ho di ottenere il rimborso?», chiede una giovane al legale di turno del Codacons. E ancora, tante persone che cercano nella “lista nera“ dell?Antitrust, il nome della compagnia con cui hanno stipulato una polizza. Altri consumatori invece, sono in coda per avere il fac simile con cui chiedere il rimborso.
Intanto, dopo la prospettiva di “dirottare“ alle compagnie petrolifere l?importo della multa indirizzata dall?Antitrust alle imprese assicurative, ha messo in allarme le organizzazioni a tutela degli interessi dei consumatori. «Quei soldi – ribadisce la Falcinelli – vanno restituiti ai consumatori e su questo tutte le associazioni di consumatori si stanno mobilitando». Per i Giudici di pace, si preannuncia una primavera di fuoco.

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