Rc auto, penalizzato chi non ha incidenti
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fonte:
- Messaggero Veneto
Con la nuova legge da Nord a Sud tariffe uguali. Il senatore Moro: uno sconto ai napoletani
ROMA ? Sta scatenando una vera guerra l?emendamento con cui il Senato ha approvato la tariffa unica nazionale per gli automobilisti ?virtuosi?. Alcuni calcoli giustificano l?allarme: a Napoli lo sconto dovrebbe essere del 28% e a Roma del 12%; per contro a Isernia l?aumento salirebbe al 75%, ad Aosta al 53%, a Belluno al 35%, a Pordenone al 43,2%, a Udine al 34,9%, a Gorizia al 14,2% e a Trieste al 7,2%.
Ieri mattina l?aula di Palazzo Madama ha licenziato definitivamente il disegno di legge sulla concorrenza in cui si trovano le nuove norme sulla Rc auto (un settore che nel 2002 ha fatto registrare un aumento dell?11,1 per cento), ma la Lega ha polemizzato duramente con i colleghi della Casa della libertà che, assieme alle opposizioni, hanno dato il via libera al provvedimento.
Contemporaneamente l?Ania, l?Associazione degli istituti di assicurazione, avverte che l?eliminazione della territorialità del premio assicurativo finirà col punire il 65% degli automobilisti bravi, mentre Cittadinanzattiva, una coalizione di associazione dei consumatori, chiede al ministro dell?industria Marzano la sospensione delle tariffe.
Le accuse dell?Ania hanno fatto infuriare il presidente della commissione industria del Senato Franco Pontone, padre dell?emendamento in questione. Cosa dicono gli assicuratori? Presto detto. Uno studio dell?Ania dimostrerebbe che la deregionalizzazione della tariffa bonus-malus porterebbe a un aumento medio del 12 per cento delle tariffe per il 65 per cento degli automobilisti contro una diminuzione del 15 per il 35 per cento.
Conti che non sono piaciuti a Pontone, che si chiede perché l?Ania parli solo ora di aumenti. «Ha mal digerito questa novità ? accusa il senatore di An ? cominciando una guerra psicologica dei numeri». «Perché solo adesso ? si chiede Pontone ? l?Ania si è ricordata che potrebbero esserci degli aumenti? Perché quando ci sono state le audizioni in Senato i rappresentanti dell?Ania non hanno mai parlato di aumenti e si sono trincerati sempre dietro Bruxelles che non avrebbe accettato un emendamento del genere perché sarebbe venuto meno il principio della concorrenza?».
Polemico anche il senatore della lega Nord Francesco Moro, che ironizza sullo sconto concesso agli automobilisti napoletani. «A Napoli e in certe aree del Sud ? dice infatti Moro ? non pagano di più perché c?è il Vesuvio e fa caldo, ma perché il tasso di incidenti è più del 25%, tra i più alti a livello europeo. Abbiamo votato no all?emendamento Pontone perché non si può, con una legge del genere, parificare tutto il territorio nazionale».
Conferma le preoccupazioni uno studio della società di consulenza Tillinghast-Towers Parrin. «Dalla nostra simulazione emerge che, mantenendo invariato l?introito premi nazionale, l?eliminazione del parametro provincia ? afferma l?analista Alessandro Santoni ? produrrebbe distorsioni con aumenti nelle province meno rischiose fino al 50 per cento». La deregionalizzazione, secondo la società di analisi, riguarderebbe oltre il 20 per cento degli automobilisti.
L`Intesa dei consumatori, che raccoglie Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, in un comunicato chiede all?Ania di bloccare le tariffe sino alla fine dell?anno in attesa che il Parlamento finisca la discussione del disegno di legge sulla concorrenza licenziato dal Senato e che siano ultimate l?indagine dell?Antitrust e l?azione di trasparenza condotta dall`Isvap. Inoltre, secondo l?Intesa l?emendamento approvato al Senato «sana un?ingiustizia nei confronti dei Comuni precedentemente tartassati dal caro polizze, ma non risolve il problema dell?allineamento in alto delle tariffe». Ma per l?Intesa «il resto degli articoli del disegno di legge non sono certamente in grado di bloccare la vera emergenza del settore legata a una grave spirale di aumenti non giustificati».
Per realizzare la riforma completa del settore assicurativo ? conclude l?Intesa ? il governo «deve abbandonare la strada della delega e passare subito alla presentazione di un serio disegno di legge che ottenga l?unico risultato che tutti attendono: la riduzione delle tariffe».
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