27 Maggio 2009

Rc Auto Nuova querelle sul caro Rc auto

Due notizie: una bella e una brutta. Di solito, si parte sempre dalla prima: dal 2005 al 2008, i premi per l’assicurazione della macchina si sono ridotti dell’8,3%. Ma difficilmente – ed ecco la mazzata – anche nel 2009 gli automobilisti continueranno a pagare meno l’Rc auto. A fare il punto della situazione sul comparto delle assicurazioni auto è stato Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania (l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici) nel corso di una audizione al Senato nella Commissione straordinaria per la verifica dell’andamento generale dei prezzi al consumo. Nello specifico, negli ultimi quattro anni, le riduzioni del costo delle polizze è stato pari al -1,5% nel 2005, al -0,8% nel 2006, al -2,7% nel 2007 e al -3,6% nel 2008. Inoltre, in termini reali, vale a dire al netto dell’inflazione, risulta che il prezzo medio dei premi per la copertura di responsabilità civile dell’auto sono scesi nel quadriennio di circa il 16%. I ritocchi all’ingiù degli scorsi anni sono stati resi possibili da una vivace concorrenza che si è registrata tra le imprese di assicurazione che, dopo le forti perdite registrate nei primi anni successivi alla liberalizzazione, avevano raggiunto nel biennio 2002-2003 l’equilibrio dei conti, conseguendo poi tra il 2004 e il 2007 utili contenuti ma coerenti con la rischiosità dell’investimento e la rilevanza sociale della RC auto. Una progressiva riduzione dei prezzi quella registrata che, tuttavia, difficilmente proseguirà. ‘I ricavi – ha spiegato infatti Cerchiai – hanno a malapena coperto i costi e gli utili si sono azzerati. In altre parole ‘i prezzi sono diminuiti, mentre i costi complessivi non si sono ridotti’. Una condizione che di fatto ha azzerato gli utili delle compagnie assicurative. Il presidente Ania ha, quindi, puntato il dito contro le misure di liberalizzazione, soprattutto quelle ‘norme in materia di clausole bonus/malus, che hanno di fatto obbligato le imprese all’applicazione di sconti impropri e al divieto di esclusiva nella distribuzione dei contratti che spinge al rialzo i costi di intermediazione in quanto le reti agenziali (ex) monomandatarie hanno sfruttato il maggior potere contrattuale chiedendo e spesso ottenendo sotto varie forme un aumento dei compensi’. Una fotografia, quella scattata dall’Ania, fortemente contestata dalle associazioni dei consumatori. Ed è nuovamente guerra di cifre sull’Rc auto. Secondo Federconsumatori ed Adusbef, in questi ultimi anni le polizze auto sono aumentate mediamente del 4-5% all’anno. Particolarmente impressionante è l’incremento registrato negli ultimi 12 anni: dal 1996 al 2008 è stato pari al +145%. E nel 2009, sarà pari al +149%. Contrariamente a quanto affermato – spiegano le associazioni – non ha avuto luogo alcuna riduzione delle tariffe Rc auto, voce che continua a incidere pesantemente sul bilancio delle famiglie.  Dura anche la posizione del Codacons. Per il presidente Carlo Rienzi non si è assistito ad alcun effetto dell’indennizzo diretto sulle tariffe che avrebbe infatti dovuto determinare una riduzione dei prezzi del 10-15% e un risparmio di almeno 150 euro annui a polizza. Rienzi così non solo boccia i dati forniti, ma consiglia agli automobilisti di utilizzare i numeri dell’Ania per il gioco del lotto al fine di tentare la fortuna.

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